Il mio nuovo alleato contro i geloni / My new ally against chilblains

hypericum against chilblains - iperico contro i geloniE come l’anno scorso, anche quest’anno sta arrivando il mese pinnerico dei geloni.
A dire il vero, il clima per ora mi ha graziato, ma visto che sono previdente ho deciso di trovare altri modi di sconfiggere i temibili geloni. E anche questa volta, ho trovato grazie a Domizia – anche autrice di un blog sul tapping, e che quindi di rimedi naturali se ne intende – un nuovo alleato che userò non appena spuntano i geloni – perché spunteranno di nuovo, lo so.

Il mio nuovo amico contro i geloni è l’olio di iperico, detto anche olio di San Giovanni, che Domizia sta usando, con successo, sui geloni suoi e della sua gelonica figlia. L’olio di iperico è composto dalle infiorescenze dell’iperico immerse in olio di oliva (o altro) e lasciate a macerare al sole. Insomma, non è un olio che si estrae dalle infiorescenze, per cui è piuttosto facile da fare anche a casa, sebbene si trovi a poco prezzo anche in erboristeria.

Le proprietà dell’olio di iperico sono cicatrizzanti e curative delle ustioni, due elementi che un soggetto afflitto da geloni desidera per accelerare il decorso dei geloni. Inoltre, è un toccasana per pelli secche e arrossate, per cui credo che andrò a fare razzia di fiori di iperico e il prossimo Daily Pinner lo scriverò da qualche carcere forestale.
L’iperico è anche un buon alleato contro le rughe, ma attenzione a non applicarlo prima di esporsi al sole, perché è fotosensibilizzante. Io, per non sbagliare, non solo mi sono trasferita in un posto dove piove sempre, ma evito anche le rughe, almeno per ora.

La posologia dell’olio di iperico è simile a quella delle normali creme anti geloni: massaggiare un paio di volte al giorno sui geloni, e i risultati si vedranno molto a breve, visto che l’iperico dimezza la vita media di un gelone. Le sue proprietà emollienti proteggono la pelle dandole una rapida sensazione di benessere, per cui, mentre l’iperico uccide i vostri geloni, almeno non soffrirete dei soliti dolori e sensazione di bruciore.

Insomma, grazie ai lettori, il Daily Pinner è riuscito anche questa settimana a svolgere un servizio pubblico. Mi raccomando, se avete qualche segreto della nonna da raccontarmi per combattere i geloni, scrivetemi… sapete come e dove farlo ;)


Like the past year, the Official Pinneric Month of Chilblain. To be honest, UK weather is sparing me, but since I’m a forward-looking kind of girl I keep looking for remedies to beat chilblains. I luckily found a new ally against chilblains thanks, again, to my friend Domizia – who is also the author of an interesting blog about tapping, so she is really expert of natural remedies.  I’m sure I’m going to use this new remedy very soon, because I know that the chilblains are waiting in ambush.

My new friend is the Hypericum oil. Domizia is successfully using it on herself and her daughter’s chilblains. Hypericum oil is made by the Hypericum’s blooms, which have been immersed in olive oil and left to be dried up under the sun.
As a matter of fact, Hypericum oil is not an oil extracted by the blooms, and this makes it very easy to prepare at home and quite cheap to buy herbalist as well.

Hypericum oil has healing properties and it’s good to treat burns, therefore it’s clear why an individual who suffers from chilblains will found it very precious. moreover, Hypericum oil is a real cure-all for dry and redden skin, so I think that I’m going to raid some Hypericum plant soon and maybe I will write the next Daily Pinner from some forest ranger’s jails.
Hypericum is also a great ally against wrinkles and ageing skin, but be careful to not apply it before a sun exposition, because the oil makes your skin photosensitive.
In order not to be wring, I’ve moved to a quite raining place, and at the same time I’m avoiding wrinkles too, at least for now.

Hypericum oil posology is pretty similar to other anti-chilblains creams and moistures: you have to put it on the chilblains at least twice a day and let it absorb by massaging it. You are definitely going to see the results very soon, since the hypericum properties halves chilblain’s life. Its emollient skills protect the skin giving to it an immediate freshness sensation. This way you don’t have to feel pain or the typical uncomfortable burning sensation,  while hypericum is killing your damned chilblains.

Thanks to Daily Pinner readers, I have again done a public service :D
Of course, if you have some ‘grandma secrets’ to fight the chilblains please tell me… you know where and how to!

Photo credits by Dawarwickphotography
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5 buoni motivi per scrivere un romanzo

young writer of crime novels

"My name is Stefania, I'm 9 years old and I want to be a writer of famous novels as Agatha Christie's ones."

Come avete visto dal piccolo banner sulla colonna destra del blog, ho appena terminato di scrivere un romanzo giallo in inglese. La fase di editing è iniziata ieri, e proprio ieri ho ne ho dato annuncio a un mio collega, che si è mostrato molto divertito dal fatto che scrivessi anche non-fiction. La sua domanda – pertinente – è stata: “Perché, scrivi anche romanzi?”, e di conseguenza mi sono domandata: dopo blog, giornali e saggi, perché scrivere anche racconti e romanzi? Non mi ero mai posta il quesito, perché scrivere, per me, è una cosa normale che prescinde dai “generi”. Tuttavia, ho provato a pensare ad almeno cinque motivi per cui tutti dovrebbero scrivere un romanzo, o un racconto, nella loro vita. Non importa se è brutto, o se è sarà il prossimo best-seller.

1) Siamo tutti nati per scrivere. É un concetto che ripeto spesso a chi mi chiede se può iniziare a scrivere un romanzo. La scrittura è come la danza: esiste nel DNA culturale dell’uomo, è uno strumento di espressione. ‘Scrivere’ un romanzo non significa necessariamente ‘pubblicare’, per cui l’identità scrittore=libro non è assolutamente matematica. Ho talmente tante cose dentro il cassetto che potrei riempire una libreria, ma non significa che tutte meritino dei lettori! Se hai voglia di scrivere, scrivi. E divertiti.

2) Più scrivi, più migliori. É come tirare a canestro, o provare dei calci piazzati (non importa che la palla sia tonda o ovale): ci sono i talenti naturali che diventano dei cecchini in un’ora di pratica, e poi ci sono le mezze ciabatte come me che necessitano di mesi di allenamento. La scrittura è uguale: più scrivi, più migliori. La pratica è la base fondamentale di tutte le belle cose della vita (e anche di quelle che non ci piacciono!). Il segreto per aumentare le prestazioni della pratica scribendi? Leggere. Vedi punto 3.

3) Più scrivi, più leggi. In giro si dice che ci ormai ci sono più scrittori che lettori. Posto che sia vero o meno, non vedo quale sia il problema. Per quanto mi riguarda, il fatto di scrivere tanto mi porta sempre a guardare gli altri per vedere cosa posso ‘rubare’ da loro per migliorare lo stile. E così, salto da un genere all’altro, dall’italiano all’inglese, dalla fiction alla non-fiction. E alla fine, leggo almeno quanto scrivo. Per la gioia degli altri scrittori!

4) Allargare il target dei tuoi lettori. Un concetto che vale per tutti: dai blogger, ai giornalisti sportivi, a tutti quelli che scrivono poemi sugli status dei social. Vuoi che molte più persone leggano i tuoi pensieri? Scrivi un racconto! La scrittura di fiction ti permette anche di aprire ai lettori i cancelli della tua fantasia, e di conseguenza far conoscere un aspetto di te che magari è nascosto. Oppure, creare un alter ego che vive tra la pagine del racconto.

5) Pubblicare non costa niente. Intendo, non costa un Euro. Pensi che il tuo racconto possa interessare qualcuno che non sia un amico/familiare? Allora puoi pubblicare, da solo e senza aiuto di nessun altro. Questa è davvero un’epoca d’oro per gli scrittori di fiction e non-fiction: basta un click e il lavoro di una vita (o di una sera) è online, pronto per essere letto (e giudicato) da milioni di potenziali lettori.

Mi sono dimenticata qualche punto importante? Lo spazio dei commenti, come al solito, attende preziosi suggerimenti :)


As you can see by the little banner on the right column of the blog, I’ve just ended to write the draft of my first crime novel in English. Yesterday I began editing it and I proudly announced it to one of my colleagues, who showed me his delight about the fact that I write non-fiction as well. His pertinent question was: “No way, do you write novels as well?”. Then I asked myself: why am I a novelist as well as a blogger, a journalist and a non-fiction writer? I’ve never asked myself it just because writing is a natural thing for me, which prescinds from “genres” of writing. However, I tried to think about five good reasons everybody should write a novel in their lives. It doesn’t matter if it will be terrible or it will become the next world best seller.

Continue reading on Huffington Post UK :)

5 rimedi contro il caldo africano in casa / 5 remedies against the hot when you are at home

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If you can’t deal with this high temperatures, here are some valuable tips for keeping cool in hot weather

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It’s not so hot actually. IMHO

C’è caldo. O meglio: tutti si lamentano della terribile ondata di caldo africano, mentre per me questa è la temperatura ideale. Ma tutti stanno male e non sopportano questo caldo, e mia sorella ciondola per casa come uno zombie, alla ricerca di un modo per rinfrescarsi. Dato che è impossibile imitare il mostrino, comodamente sdraiato sotto il divano, ho iniziato a far sperimentare a mia sorella qualche rimedio contro il caldo.
Ecco quelli che sono risultati vincenti:

Doccia calda, ma non troppo. Dopo il pediluvio e prima delle spugnature, la cosa migliore è docciarsi, ma non con l’acqua fredda. Se si usa l’acqua calda, la sensazione che si prova una volta fuori è quella di freschezza. Opzione a medio-breve durata.
Studiare l’esposizione delle finestre. Che vengono chiuse quando batte il sole e poi riaperte quando il sole gira. Ormai, teniamo due finestre chiuse di mattina e tre di pomeriggio, per poi aprirle tutte dopo le 19. Due hanno sempre le persiane abbassate, spero che i ladri non pensino che non siamo in casa!
Vestirsi sempre. Vedo e sento di persone che meno vestiti hanno, meno pensano di sentire il caldo. Sbagliato. Il cotone trattiene il sudore e aiuta il corpo a tenere una temperatura equilibrata. Quindi, non dico di usare il maglione (e so che solo a leggere maglione vi state sentendo male), ma tenetevi qualcosa addosso, oltre l’intimo ;)
Bere. É ovvio, ovvissimo, ma non si dice mai troppo spesso: provate il tè freddo, i ghiaccioli, la menta…o la semplice acqua. Bevete. E individuate sempre il bagno più vicino, sempre che non eliminiate tutto sudando! ;)
E se soffrite di pressione bassa… mangiate liquirizia! 

Se avete qualche altro, prezioso consiglio per restituire un po’ di comfort a mia sorella, lasciate un commento: mia sorella ve ne sarà stagionalmente grata! :D


It’s hot. That means that people complain about this African heatwave, while I really feel fine with this hot temperature. It’s definitely my ideal weather and temperature, sorry peeps.
All the people I know can’t stand this hot, my sister included: she’s milling around the home like a zombie, looking for a way to refresh herself and keep herself cool in this hot weather.

Since it’s impossible acting like the little monster dog – laying under the sofa – I suggested my sister some remedies against the hot, now that she’s at home. Some of the following tips are not pretty user-friendly outside some, at least you don’t work in an amazing office. Here are the most successful remedies that my sister tried. She said they worked, so you should trust her.

Have a warm shower, but not so hot. After the foot bath and before the sponge bath, the better thing to fight the hot is having a shower. Be sure to not use cold water. If you use warm water you’ll feel a sensation of freshness once being out of the shower. Unfortunately, the shower is a medium-short term option.

Mastering the exposure of your home windows like a boss. Following the journey of the sun on the sky and knowing the exposition of our home, we have started to close our windows when the sun shines on them, then we opened them again when the shadows come. Amid the seven windows of our house, two windows stay closed in the morning and three on the evening, and after 7 pm we spread everything, as the sun doesn’t knock on our windows anymore. Two windows out of seven are often closed by shutters, so I hope that thieves don’t think we are not at home!

Stay  dressed. I see people stating that the less dressed they are, the better can handle hot temperatures. That’s totally wrong. Cotton clothes dry the sweat and help the body to keep the right perspiration and control the inside temperature.
I don’t say to wear sweaters (and I know that by reading sweater you are feeling so bad!), but make sure to wear something light on your underwear.

Drink. Obvious advice, isn’t it? Yet, there are some people who can’t keep themselves hydrated. Try ice-tea, ice hollies, mint… o simply have a glass of water. And make sure to pinpoint the closest toilet next to you, even though you’re going to eliminate everything by sweating!

If you suffer from low pressure… eat liquorice!

If you have any other precious remedy to put the comfort back to my sister, leave a message: my sister will be seasonally grateful! :D

Addestrare un cane: ci sono riuscita / Dog surprise – training a dog who is not yours

Il giorno del Golden Gala ho sentito Francesca, una delle vicine di casa del mio ragazzo, lamentarsi del suo cane, Buster. É un incrocio tra un Volpino e un Labrador, ma sembra talmente un Labrador e basta che anche il veterinario ha detto che praticamente Buster è  quasi un Labrador puro. Comunque, lui è un cucciolotto di 5 mesi e quasi 30 kg, e Francesca non ce la fa più, perché è davvero, davvero indisciplinato.

Le ho chiesto se ha già provato a insegnargli alcuni comandi, e lei ha risposto che è troppo difficile per lei e la sua famiglia, perché a dire il vero non sanno proprio da dove iniziare. Visto che sono riuscita a insegnare alcuni comandi al mio mostrino – come sedersi, prendere e riportare la palla, stare fermo e comportarsi bene quando  è l’ora della pappa – anche se lo abbiamo preso quando era già adulto, mi sono offerta di insegnare loro alcuni comandi di base, come ho fatto io con il mio cane. E sono rimasta davvero sorpresa.

In un primo momento, Buster ha preso a saltarmi addosso, che quasi mi buttava a terra.  É un cucciolo, ma è bello grande e forte! In pochi minuti, con un comando semplice e qualche pezzetto di bocconcino, ha subito smesso di farlo, e non lo ha fatto nemmeno quando poi il mio ragazzo mi ha raggiunto a casa di Buster, entrando – di fatto – nel territorio del cane, che giustamente lo doveva salutare.
Dopodiché, ho insegnato a Francesca a richiamare il cane. Buster si è distratto parecchio con Domitilla, la graziosa gatta di famiglia che è passata per il giardino, però mi è sembrato che il cane abbia capito lo stesso l’input.

Più tardi, lo abbiamo portato a fare una passeggiata. Francesca ha detto che di solito Buster tira al guinzaglio, così si è piuttosto sorpresa nel vedere che Buster con me non ha tirato affatto. Credo che sia una questione di postura e di intenzione, che i cani possono sentire. Francesca ha preso il guinzaglio per un po’, e Buster ha continuato a non tirare.

Alla fine, ho provato a insegnare al cane il comando “stai”, che ci ha permesso di portare Buster in casa senza problemi, dato che Francesca ha detto che il cane fa il matto quando  entra in casa, correndo ovunque, saltando sopra a tutti e mordendo qualsiasi cosa. Grazie a questo comando, il cane può stare tranquillo sulla soglia della cucina quando la famiglia mangia: in questo modo, si evita che Buster pianga disperatamente mentre guarda tutti gli altri da fuori, attraverso la finestra.

Lo so, questi sono solo pochi comandi, ma mi sento lo stesso orgogliosa di aver messo a disposizione la mia poca esperienza personale per migliorare il rapporto tra Francesca e il suo cane. Mi è andata anche bene, perché Buster è un cucciolo senza traumi e paure – a parte quella delle scale, che tra l’altro sta risolvendo piano piano – e questo lo porterà a imparare le cose molto rapidamente. Ma in ogni caso lasciatemi lo stesso sentire orgogliosa di me stessa :)


The day of the Golden Gala I heard Francesca, one of the neighbor of my fiancé, complaining about her dog, Buster. He is half a Volpino and half a Labrador, but he looks like a Labrador so much that even the vet said that Buster is almost a pure Labrador. Anyway, he is 5 month and Francesca can’t take it anymore, because he’s really, really unruly.

I asked her if she has already tried to teach him some commands,  and she replied that it’s too difficult for her and her family because they have no idea about how to start, actually. Since I could teach some commands to my little monster – as sitting down, picking and retrieving a ball, staying and behaving nicely when it’s time to eat – even if we took him when he was not a puppy anymore, I offered myself to try to teach him some basic commands, as I did with my dog. And I was REALLY surprised.

At first, Buster leaped up at me powerfully. He’s a puppy, but he’s quite big and powerful! In few minutes, with a simply command and a couple of little pieces of cookies, he stopped to do it, even when my fiancé joined me at Buster’s house.
Second, I taught to Francesca to call the dog. Buster was distracted by Domitilla, the family cat, however I seemed he understood the input as well.

Later, we brought him for a walk. Francesca said that he usually pulls on leash, so she was pretty surprised seeing that Buster didn’t pull at all with me. I guess it’s a matter of posture and intention, which dogs can feel. Francesca took the leash for a while, and Buster kept not pulling.

At last, I taught to him the “stay” command, which allowed us to bring Buster into the house with no problems, even if Francesca said that he goes mad once he enters the house, running everywhere, leaping up at everyone and biting everything. Thanks to this input, he could stay in the kitchen when the family is having lunch and dinner, so they won’t hear Buster crying as hell outside.

I know that these were only few commands, but I feel proud of myself because I used my little personal experience to make Francesca’s relationship with Buster better.
I was lucky because Buster is a puppy with no traumas and fears – a part the stairs one, which he’s going to solve by the way – so he could learn very quickly, but whatever – let me feeling proud of myself the same, for a change ;)

Photo credit by Allastar01

Costruire un cavalletto fai-da-te / How to make a do-it-yourself tripod

Step 1: hang your camera

Giovedì prossimo andrò a vedere dal vivo il Compeed Golden Gala, tappa romana della Diamond League di atletica leggera. Un paio di nomi/ospiti dell’evento? Usain Bolt, Asafa Powell, Christophe LeMaitre, e questo è solo il trio dei velocisti.

Per farvela breve, non posso andare allo stadio Olimpico senza macchina fotografica, sperando che i miei obiettivi non professionali riescano a immortalare qualche atleta senza avere delle foto mosse. Le foto mosse: l’incubo più grande del fotografo della domenica, ossia me, per intenderci.

Mio padre mi dice sempre che ho la mano da chirurgo, eppure non basta: la velocità dei movimenti degli atleti e la poca luce naturale dello stadio – l’evento inizierà al tramonto – prescrivono un’unica terapia per curare le foto mosse. Il cavalletto.
Ma come tutti sapete, se non hai un accredito – e quindi sei un fotografo della domenica – non puoi accedere allo stadio con un oggetto pericoloso come il cavalletto.  Allora mi sono ingegnata, cercando una soluzione. E ho trovato conforto – come al solito – su Designtaxi che spiega come costruire un cavalletto rudimentale in tre mosse:

1) Taglia un pezzo di spago che sia lungo dall’obiettivo della macchina fotografica ai tuoi piedi (quindi, per me, è un pezzo di spago molto corto)

2) Lega l’estremità più bassa dello spago a una matita o un supporto verticale lungo. Per dire, andrebbe bene anche uno di quei bastoncini che lancio sempre al mio cane (e che lui riporta, quando non se lo becca in faccia perché è distratto)

3) Stabilizza l’equilibrio della matita con i piedi. Ossia, metti i piedi sulle estremità della matita. In questo modo, lo spago sarà teso e la macchina sarà più stabile anch’essa.

La prima prova è andata bene. Ho fotografato il mio cane che rincorreva una palla nel corridoio di casa, usando questo cavalletto: le foto risultano molto meno mosse.

Se vi state chiedendo perché non ho postato nemmeno una foto del mio esperimento di prova, è perché ho formattato la scheda SD della macchina prima di scaricare le foto sul pc. E se vi state chiedendo perché non sono una fotografa di professione, adesso avete la vostra risposta.

Step 3: tight your string pretending you're not a fool

Next Thursday I will be in Rome to attend (as a viewer of course) to Compeed Golden Gala, the roman stage of athletics’ Diamond League. A couple of top class athlete’s names? Usain Bolt, Asafa Powell, Christophe LeMaitre, for instance.

Briefly speaking, I can’t go to the Olimpico stadium without my camera, hoping that my not-professional lenses could immortalize athletes with no blurring effects. Yes, blurred photos are the worst nightmare of the Sunday photographer. That it’s me, of course.

My dad uses to say that I have a steady hand like a surgeon, however it’s not enough: the rapidity of the athletes’ movements together with the light at the arena – the event will start at sunset – prescribes only one therapy to cure blurred photos desease. The tripod.

As everybody knows, if you don’t have any press/photo accreditation – and that means if you are a Sunday photographer – you can’t enter the area with such a dangerous item like a tripod. So I did my best to find a solution. And I found solace – as usual – on Designtaxi, which explains how to make a rudimental tripod in 3 steps:

1) Cut a piece of string that is long from the camera lens to your feet (that means, for me, that the string is pretty short)

2) Tie the end of the string to a pencil or a vertical, long support. Let’s just say, it’s ok also using one of those little sticks I use to throw to my dog (and that he uses to retrieve when it doesn’t crash on his face because he is not paying attention)

3) Steady the pencil’s balance with your feet. That is putting your feet on each end of the pencil. This way, the string is well taut and the camera is well taut too.

My first test with this do-it-yourself tripod went well. I shot my dog chasing a ball on the house hall, and the pics look less blurred than not using this trick.

If you are wondering why I didn’t post any pics of my test, it’s because I formatted my SD card before uploading the pics on the computer.
And if you are wondering why I’m not a professional photographer, you have just found your answer.

Photo credit by Photojojo