Cosa mi aspetto dalla Cerimonia di apertura delle Olimpiadi

Let the party started!

É costata una fortuna, e conta comparse, animali, luci ed effetti speciali: la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi di Londra 2012 vuole stupire e rimanere nella storia. D’altronde, è il compleanno numero 30 delle Olimpiadi dell’era moderna, e Londra è la prima città nella storia ad ospitare i Giochi per tre volte.

 

I rumors su quello che vedremo nelle ore di spettacolo si rincorrono, e chissà che il numero 3 non abbia il suo spazio. Alla regia dell’evento, quel Danny Boyle che la mia generazione ricorda soprattutto per Trainspotting. O almeno, io l’ho conosciuto così.

Lo ammetto, non amo molto le cerimonie di apertura: in genere le trascorro ciondolando o facendomi gli affari miei davanti alla tv, fino a quando la fiaccola olimpica non fa il suo ingresso nello stadio. Tra balli, canti e metafore della vita e dello sport, ecco quello che mi aspetto, o che vorrei vedere:

Un giuramento sincero: un atleta e un arbitro prestano giuramento toccando un lembo della bandiera olimpica. Nel giuramento, si promette a nome di tutti gli atleti e arbitri di rispettare e osservare la sportività, l’imparzialità del giudizio, per uno sport regolare e senza doping. Me lo auguro davvero.
Meno retorica nelle coreografie dello show: la cerimonia di Pechino mi ha quasi ucciso lo spirito olimpico. Vorrei vedere qualcosa di originale e che possibilmente non duri 5 ore, tra metafore ed esaltazione dell’amor patrio.
Il Transformer di Londra: un autobus inglese – sì, quello rosso a due piani – mutante, creato da un artista ceco e che un mio amico e lettore mi ha fortunatamente segnalato. Ora non solo lo voglio vedere alla cerimonia d’apertura, ma ne voglio uno in giardino.
David Bowie: c’è Sir Paul McCartney e David no? E andiamo, non facciamo scherzi.

Mi sono dimenticata qualcosa?