Eurofestival, Olimpiadi e Giochi senza Frontiere / Eurovision Song Contest, Olympics and ‘It’s a knockout’

A trade mark of my summer holidays when I was a child

Sabato ho abbandonato ogni attività serale per seguire la serata finale dell’Eurovision Song Contest (noto anche come Eurofestival), una kermesse musicale dove ogni nazione europea propone una canzone e un artista: dei 42 Stati, solo 26 sono arrivati alla finale. Per l’Italia, dopo aver snobbato per anni la manifestazione, si è esibita Nina Zilli – ed ha davvero spaccato, è bravissima.

L’Eurofestival è una festa che abbraccia davvero tutta l’Europa: attraverso il televoto si è incoronata la canzona più “bella” (e vi assicuro che le virgolette sono d’obbligo) del vecchio continente. La coroncina è andata alla Svezia, per la cronaca, che l’anno prossimo organizzerà l’evento a Stoccolma.

L’Eurofestival, nel suo carosello a tratti grottesco di canzoni e populismo geolocale, mi ha ricordato tantissimo i Giochi senza Frontiere. Non ve li ricordate? Beh, se non ve li ricordate, probabilmente è perché siete nati dopo che hanno interrotto le trasmissioni.
I Giochi senza Frontiere erano una sorta di olimpiadi estive delle cittadine di tutta Europa. Molti Paesi si sono avvicendati nelle edizioni dei Giochi senza Frontiere, e devo dire che quasi tutte le nazioni ce le davano di santa ragione: dalla Spagna alla Grecia, passando per Malta e le fortissime Francia e Slovenia. Che l’Italia vincesse o meno, io mi divertivo un sacco a guardare Giochi senza Frontiere.

Le discipline in cui i provetti atleti si cimentavano erano fantasiose, colorate e divertenti: tra giochi d’acqua e d’equilibrio, salti e botte con oggetti di gommapiuma, mi facevo un sacco di risate a vedere questi qui che percorrevano percorsi intricati… e qualche volta cadevano rovinosamente (video alla fine della parte in inglese, non perdetevelo).

In un periodo di instabilità politico-economica come questa, agli europei servirebbe un bello speciale “Giochi senza Frontiere”. Almeno per calmare gli animi: i greci ce l’hanno con i tedeschi, i tedeschi ce l’hanno con i francesi, i francesi con gli inglesi, gli italiani e gli spagnoli contro tutti, gli sloveni non lo so. Per dire.

E visto che le Olimpiadi cadono solo ogni 4 anni, un po’ di sport transeuropeo estivo, con tanto divertimento e nessuno spread da combattere, forse non farebbe male per davvero.


Last Saturday I abandoned every plans for the evening to watch on tv the final stage of Eurovision Song Contest (also known as the Eurofestival), a music festival where every European Country put forward a song and an artist. Among the 42 States, only 26 have reached the final. For Italy, which has snubbed the event for years, Nina Zilli performed a great song with her amazing appearance and voice.

The Eurovision Song Contest is a carnival, a celebration that truly embraces the whole Europe. Televoting has crowned the most “beautiful” song (and I assure you that the quotes are a must) of the old continent. The win went to Sweden, for the record, that next year will organize the festival in Stockholm.

The Eurofestival – in its grotesque carousel and populism geolocal of songs – reminded me the Jeux Sans Frontières, aka the British It’s a Knockout tv programme. Don’t you remember them? Well, if you don’t it’s probably because you were born after they have stopped their broadcasting.
Jeux Sans Frontières were a sort of Olympic Games of towns across Europe. Many Countries have attended the games through the many editions, and I must say that almost all nations thrashed the living daylights out of Italy: from Spain to Greece and Malta including the strong France and Slovenia. I didn’t care if Italy would win or not, I enjoyed a lot watching the games.

The disciplines in which not-so-much-skilled athletes used to take a stab at were imaginative, colorful and fun: between water and balance, jump and fight with foam-rubber items, I laughed as hell watching these people going along intricate paths… And sometimes falling ruinously (you can watch a sample video below. The commentary is in Italian by the way).

In the current times of political and economic instability, the Europeans would need a nice special “Jeux Sans Frontières”,  at least to pacify tempers: the Greeks are down on Germans, Germans are down on French, French on English, Italians and Spaniards on all, Slovenes I do not know.

And since the Olympics fall only every 4 years, perhaps it would not be so bad for real a bit of trans-European summer ‘sporting activities’ , with lots of fun and no one fighting for Spread index.

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  • Tra le nonnine russe e i cavalieretti bagnati non so chi sia stato peggio… XD Non ho capito perchè mi sembrava di vedere un festival trash come solo 30 anni fa sapevano fare… O_O Divertentissimo però! Sono anche io pro giochi senza frontiere… mi ricordo le serate piene di colori in tv da bimba.