Festival del Giornalismo di Perugia: la parola a Twitter / Perugia International Journalism Festival: over to Twitter

This is not a wasps’ nest. It's science, baby

Il Festival Internazionale del Giornalismo si è chiuso da qualche giorno a Perugia, registrando anche quest’anno grande affluenza in loco e uno straordinario seguito online.
Tra i tanti appuntamenti molto interessanti di questa edizione – come per esempio la presenza della portavoce di WikiLeaks Kristinn Hrafnsson – ce n’è stato uno che ha suscitato in me enorme attenzione. Si tratta di un momento – più che di un evento – trasversale all’intera manifestazione, e che a mio modo di vedere meriterebbe molta più enfasi di tanti incontri e dibattiti che si sono rincorsi a Perugia nei 3 giorni di festival.

Si tratta di un esperimento condotto da un team composto da due professionisti della comunicazione e media – Angelo Centini e Pierluca Santoro – e da due volontari – Matteo Di Renzoni e Clarissa Massarelli. Insieme, questo poker ha setacciato e analizzato tutti i tweet di questa edizione del festival. Un’impresa difficile? Non per loro, che utilizzando sapientemente gli strumenti della Social Network Analysis sono riusciti a tirare fuori delle informazioni davvero interessanti.

 L’analisi di Twitter è stata condotta sotto il profilo sia quantitativo che qualitativo, a partire dall’hashtag #ijf12. Guardando i risultati del lavoro pubblicati sul sito ufficiale della rassegna, possiamo dedurre qualche facile conclusione:

Twitter è una voce importante nella comunicazione a tutto tondo. Chi non era a Perugia ha potuto seguire il Festival grazie alla cronaca degli utenti che twittavano. Proprio come se essi fossero delle voci narranti.
I retweet hanno definito i momenti più salienti del festival: i social network sono sempre più dei “termometri sociali”, e benché a qualcuno questo non piaccia, è così.
La Social Network Analysis è sempre più protagonista nel campo della sociologia e della statistica sociale: non conoscere gli strumenti che la regolano equivale a fallire come scienziati sociali. Quindi, se siete fermi a “Human Social Network Size“, sappiate che avete un sacco di roba da recuperare.
Il Festival del Giornalismo ha mostrato la tendenza dei prossimi anni. Non è lo strumento che fa male o bene alla comunicazione, ma chi lo utilizza, come avevo anche affermato durante l’evento Open Sport. E oltre al suo utilizzo, anche lo studio dello strumento può essere efficace a scopo comunicativo, e molti non sembrano averlo compreso.

Credo che l’esperimento proposto sia in assoluto l’elemento più innovativo di tutta la rassegna e spero che l’anno prossimo abbia più visibilità. Intanto, mentre aspettiamo le mappe di Social Network Analysis, possiamo dare un’occhiata a quelle presenti sul sito del Festival. 


The International Festival of Journalism ended a couple of days ago in Perugia, recording a great turnout in the city and a huge online train.
Among the many events of this very interesting festival – such as the presence of Wikileaks’ spokeswoman Kristinn Hrafnsson – there was a moment that has drawn my attention. It’s kind of a moment – rather than an event – which has crossed the whole festival and in my opinion deserves as much emphasis as many meetings and debates that came one after the other during these 3 days in Perugia.

This is an experiment led by a team of two communication and media specialistsAngelo Centini and Pierluca Santoro – and two volunteers – Matteo Renzoni and Clarissa Massarelli. They have sifted and analyzed all the messages twitted during the festival. A hard task? Not for them, who were able to bring out very interesting informations wisely using Social Network Analysis tools.

The analysis on Twitter was has been led in terms of both quantity and quality as from  #ijf12 hashtag. We can easily deduce some considerations watching the results published on the official website of the festival:

Twitter is an important voice in communication. The people who couldn’t attend it in Perugia followed the Festival thanks to those who were twitting. Just like storytellers.
Retweets defined the highlights of the festival: social networks are defining themselves as “social thermometer” more and more. Although someone doesn’t like it, it is indeed.
Social Network Analysis is increasing its important role in the field of sociology and social statistics: not knowing the tools that control SNA means failing as social scientists. So if you are stuck in “Human Social Network Size“, you may know that there is a lot of stuff to be caught up.
The Festival of Journalism showed the trend of the next years. It’s not the tool that is bad or good for the communication but who uses it, as I also said during Open Sport event. The analysis of that tool can be effective for the purpose of communication as well as the use of the tool itself. The problem is that few people seem to understand the point.

I believe that the experiment proposed is the most innovative element of the whole festival, so I hope it will have more visibility next year. In the meantime – while waiting for Social Network Analysis maps – we can look at the partial SNA maps by clicking on the official website of the Festival – I’m afraid the page is in Italian only, be patience.

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