Giochi Olimpici di Londra 2012, è tutta una questione di soldi / Olympic Games London 2012, it’s all about money

3rd strike, you're Olimpic out. But it's not your fault.

Il 2012 è un anno olimpico, l’ho accennato anche il precedente post sulle atlete iraniane. É un anno particolarmente atteso e ricco di aspettative per gli appassionati di sport come me: uno dei sogni della mia infanzia era partecipare alle Olimpiadi da atleta, e guardare le Olimpiadi in tv ogni quattro anni è un po’ un modo per esserci, nel mio piccolo.

Come in tutti gli anni olimpici, ho dato uno sguardo a quali discipline sportive partecipassero a Londra 2012, e ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. A Londra non vedremo né il baseball né il softball, mentre assisteremo al debutto olimpico della boxe femminile. Rimangono poi altre discipline come il badminton, il tennis tavolo, la BMX e il trampolino della ginnastica artistica. Perché ho menzionato solo questi sport invece che altri? Perché sono le ultime discipline introdotte ai Giochi Olimpici dal CIO. Inoltre, queste discipline hanno lo stesso mercato di baseball e softball: Corea del Sud, Giappone e Stati Uniti, giusto per citare alcune nazioni dove tutti questi sport sono abbastanza popolari.  Tutti questi sport, inoltre, non hanno la stessa tradizione olimpica di sport considerati “minori” o “meno popolari” come la pallamano o il dressage, per cui ogni quattro anni devono combattere per non essere estromessi dai programmi olimpici.

Quali sono le ragioni? Può uno sport avere meno spirito olimpico di un altro? Non credo proprio. Ogni disciplina deve avere in sé dei solidi principi di fratellanza, fairplay e rispetto dell’avversario, per essere considerato uno sport. É tutta una questione di marketing, di soldi e di faccende economiche, come al solito. Il baseball e il softball sono fuori dalle Olimpiadi perché il CIO non ha avuto quelle buone risposte in termini di pubblico, partecipazione e coinvolgimento che si aspettava.

Per assurdo, questa cosa può essere però letta come una buona notizia per lo sport: nessuna disciplina è considerata meno importante di un’altra, è solo che non porta abbastanza soldi per un evento mondiale e mediatico come le Olimpiadi. Può sembrare cinico, ma in parte mi rincuora. Viviamo in un tempo dove il valore di uno sport non si misura dalla sua presenza ai Giochi Olimpici. Dovremmo prenderlo come un dono.


2012 is the Olympic year
, I mentioned it in a previous post talking about Iranian athletes. This is an exciting year for sport passionate people like me: one of the dreams of my childhood was being in the Olympics as an athlete, so watching them on tv every 4 years is kind of a way to be there, in my small way.

Like every Olympic year, I check out what sport disciplines are in or out, and I see something that makes me think. In London 2012 we won’t enjoy baseball and softball, while we are going to attend female boxing’s Olympic debut. And we still have disciplines as Badminton, Table Tennis, Cycling BMX and Gymnastics Trampoline. Why do I mention these sports instead of other ones? Because they are the last disciplines introduced in Olympic Games programs by IOC. Moreover, they have the same market as baseball and softball: South Korea, Japan and United States, for instance. They don’t have the same Olympic tradition as “less popular sports” like handball or Equestrian Dressage so every four years they are likely to be ousted from Olympics.

What are the reasons? May a sport have less Olympic spirit than other one? I don’t think so. Every discipline must have sound principles of brotherhood, fairplay and respect for the opponent to be considered a sport. It’s all about marketing, money and economic stuff, as usual. Baseball and Softball are out of the Olympics because IOC didn’t have the positive feedback as it expected in terms of audience, participation and involvement.

It could be read indirectly as a good news for sport: no discipline is considered less important than other one, it’s just it does not bring enough money for a world-wide mediatic event like the Olympics. It might be cynical, but it heartens me in part. We are living in a time when the value of a sport is not measured by its presence at the Olympics. Maybe we should take it as gift.

Photo credit by David Han