Identikit di un campione #2: Assunta Legnante / Heroes in sport #2: Assunta Legnante

Next national anthem stop: London 2012. Go Assunta!

La storia di Assunta Legnante sta facendo il giro di tutti i quotidiani sportivi e non. E a ragione, direi. Se non la sapete, vi faccio un breve riassunto:

– Assunta Legnante getta il peso. É alta 190 cm e ha 34 anni. Nel suo palmares vanta tante medaglie, un personale di 19,20 metri e una partecipazione a Pechino 2008.
– Assunta è nata con un glaucoma congenito a entrambi gli occhi. É un malanno che degenera. Per colpa di questa malattia, ha saltato l’edizione 2004 delle Olimpiadi.
– Nel 2009 perde l’uso dell’occhio destro. Non ci vede proprio. Nel novembre del 2011, anche l’occhio sinistro la abbandona. E diventa praticamente cieca.
– Assunta non molla: dopo le prime difficoltà ritorna ad allenarsi. E prova di nuovo la pedana, quella delle competizioni per disabili. Alla prima gara, registra il nuovo record del mondo di categoria e si prenota un posto per i giochi paralimpici di Londra 2012.

Qualcuno potrebbe pensare che l’utilizzo di un elenco puntato per raccontare l’impresa della Legnante e la sua grande forza di volontà sia riduttivo: una notizia così incredibile merita una narrazione più “tornita”, profonda, colma di grandi parole e aggettivi qualificativi. Io invece ho scelto l’elenco puntato proprio perché quello che ha fatto Assunta è un esempio per tutti quanti noi. Uno di quegli esempi che si appuntano nell’elenco delle cose che dovresti fare, o delle persone che vorresti essere/imitare.

Mi auguro di acquisire il suo modo di concepire la vita. Ho avuto la fortuna di conoscerla personalmente nel 2002 ad Ascoli Piceno, durante un campionato italiano, e quelli che raccontano di lei di una persona energica, briosa e simpatica non dicono bugie. Credo che tutta la luce che Assunta ha sempre sprigionato, la illumini più di qualsiasi retina, colore o immagine che possa percepire.

Assunta Legnante non merita i nostri “in bocca al lupo” per la sua vita o per le paralimpiadi. Assunta merita solo la nostra più grande, profonda e rispettosa ammirazione. 


The story of Assunta Legnante is spreading through newspapers and sports magazines/blogs. And it deserves that attention. Someone couldn’t understand why she belongs to the heroes world, but actually she is.
If you don’t know her story, This is a brief summary:

– Assunta Legnante is a 34 years-old Italian shot putter. She is 6’23″and has a personal best of 19.20 metres. She won many medals during her career, plus an Olympic participation in Beijing 2008.
– Assunta is born with a primary congenital glaucoma in both eyes. It’s a degenerative disease and because of it she missed the 2004 Olympics edition.
– In 2009, she lost the use of the right eye. In November 2011, she lost the left eye too. So she became blind for good.
– Assunta doesn’t give up: after the first difficulties she goes back to train. Then she tries the throwing-circle platform again during a competition for disabled people. And she does great things first time round: the new shot put world record category F 11-12 and the assured place for London 2012 Paralympic Games.

Someone might think that it could be reductive using bullet points to describe Legnante’s feats and huge strength of will. Such an incredible story like this one deserves a deeper, full of details and adjectives report.
On the other hand I chose bullet points because what Assunta did should be an example for everybody. One of these examples which are pinned on the list of the things you should do, or the people you want to be/emulate.

I hope to develop her way of conceiving life. I had the fortune to meet her personally in 2002 in Ascoli Piceno, during an Italian Athletic Championship; those who tell that she is an energetic, playful and nice person don’t lie. I believe that all the light that Assunta has always given shines to her more than any retinal image or colors that she has experienced.

Assunta Legnante doesn’t deserve our “good luck” for her life or for the Paralympics. Assunta is only worthy of our greatest, deep and respectful admiration.

Photo credit by Ontipofpen

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