[Intervista] Io sotto il riflettore di Christoph Fischer / Interviewed by historical author Christoph Fischer

Scrolla in basso per la versione in italiano

interview Chase WilliamsI’m very happy to speak a little bit more about me and Chase Williams, as I ofter use my Daily Pinner blog to talk about everything and anything, but my detective stories. I take advantage of my Jubilee celebrations (CLICK HERE FOR THE UPDATED SCHEDULE) to sit down for a quick-eight-questions interview with historical author Christoph Fischer.
I am finishing to read one of the engaging Chris’ novels. From his writing you can feel his sensible and strong soul and personality, I really recommend his prose.
During my interview, Chris asked me something about me as  a everyday person and writer. It’s good to know the person behind the author, isn’t it? :)

So jump to Chris’ blog and enjoy our lovely interview. Enjoy!


Christoph Fischer è uno degli autori indie più talentuosi che abbia mai letto.  Sto finendo di leggere uno dei suoi romanzi storici che mi sta lasciando davvero colpita per la sensibilità di Chris nel raccontare fatti davvero delicati sotto diversi punti di vista.
Sono quindi molto contenta di essere stata intervistata da lui proprio l’altro giorno. La versione originale in inglese si trova sul blog di Chris (questo è il link al suo blog). Qui sotto, invece, la versione in italiano. Indovinate di chi parlo? Sbagliato, non parlo di Chase!
Buona lettura!

Raccomtami qualcosa di te sia come scrittrice che come persona.
Sono probabilmente una delle poche persone al mondo che per nickname ha sia nome che cognome: Erania Pinnera. Tutta colpa di mia sorella!

Sto per compiere trent’anni e la cosa non mi dispiace affatto. Qualche mio coetaneo mi ha rivelato di avere paura di lasciare i venti per i trenta, ma io non ho affatto paura!
Le mie più grandi passioni sono leggere e correre. Ho iniziato tutt’e due queste attività quando avevo sei anni, non credo che sia solo una coincidenza. Mens sana in corpore sano dicevano gli antichi, no?

Se devo citare un difetto di me, probabilmente andrei per la mania di perfezionismo. La perfezione dovrebbe essere uno strumento per raggiungere qualcosa che, comunque, è sempre in costante cambiamento. A volte me lo dimentico e divento troppo pignola, al limite del paranoico.

Di quale personaggio ti è piaciuto di più raccontare le gesta?
Dovrei citare il mio protagonista, l’ex detective di Scotland Yard Chase Williams, e invece citerò il suo amico, l’ispettore Angelo Alunni di Tursenia. Angelo è italiano, qualche anno più grande di Chase, scapolo per circostanza e con questa idea scema che la sua testa rasa, tipo Montalbano, possa aiutarlo a rimorchiare qualche fanciulla.

Angelo è la parte più vivace e irascibile della coppia di investigatori (Chase dà sempre una mano ad Angelo a risolvere casi di omicidio e misteri in generale) e mi piace dipongerlo come un propotipo genuino di italiano. E credimi, gli italiani ne escono più che bene da questo mio esperiemento.

Che cosa direbbero di te i tuoi personaggi?
Che probabilmente li lascio troppo senza guinzaglio! A volte è come se perdessi il controllo delle loro azioni e finisco a scrivere cose che sconvolgono i miei piani – credo che pure tu, caro Chris, possa capirmi!

Forse i miei personaggi vorrebbero più disciplina da parte mia nei loro confronti, ma finché ai lettori piacciono le mie storie e i miei personaggi non presentano ufficiale rischiesta non ho intenzione di cambiare il mio assetto!

Che cosa di piace di più dello scrivere, e cosa ti piace di meno?
Mi piace creare vie di fuga per gli assassini e ragioni che instillano in una persona normale il desiderio (e poi l’azione stessa) di uccidere un’altra persona. Queste sono le cose che mi piacciono di più dello scrivere gialli, i modi in cui Chase e Angelo trovano il modo di raggiungere a verità è solo un esercizio di deduzione. Mi piace anche mettere qualche indizio qua e là, durante le storie, per fare in modo che i miei lettori capiscano l’identità dell’assassino ben prima di Chase. Non voglio che i miei lettori arrivino alla fine del racconto pensando di essere “inferiori” a Chase. Il delitto perfetto non esiste, è solo una questione di metodo.

Forse la parte che mi piace di meno – paradossalmente – è la reviisone delle bozze. Ogni volta che leggo qualcosa che ho scritto mi sembra che ci sia sempre (sempre!) qualcosa che deve essere cambiato, riscritto, modificato, o che può essere migliorato ancora e ancora e ancora. Non importa se è un pezzo già pubblicato o una bozza finale che ha passato le mani dei miei fidati beta reader ed editor: c’è sempre un modo per scrivere tutto meglio, mostrare le cose meglio, dire le cose meglio. Capisci, è una cosa positiva, ma quando arrivi a un punto esagerato… divento paranoica.

Com’è la tua vita a parte la scrittura?
Mi piace correre all’estero, soprattutto in pista. Adoro l’odore della pista e il rumore delle scarpe chiodate sul tartan. Quando vivevo in Italia mi piaceva un sacco fare lunghe passeggiate con (e per) il mio cane, con mia sorella… e mi mancano un po’. Oh, poi adoro i cani, tutti i cani. Se fosse per me avrei un centinaio di cani in casa.
Io e il mio compagno usciamo spesso a passeggio per Londra, alla scoperta delle meraviglie di questa città. Stiamo anche programmando qualche viaggio interessante all’estero, armati di macchina fotografica, scarpe comode e – indovina? – un paio di Kindle in borsa ;)

Caldo o freddo?
Caldo!

Salato o dolce?
Decisamente salato.

A cosa stai lavorando ultimamente?  

Pull the Trigger, il primo romanzo lungo della serie di Chase Williams, è quasi pronto. Se tutto va bene sarà in vendita all’inizio dell’estate… pronto per spiaggia!

Sto anche definendo gli ultimi dettagli della trama per il prossimo romanzo, assieme ai prossimi due libri della serie dei Cutting Right to the Chase: ho visto che ai lettori sono piaciuti molto sia il Volume 1 che il Volume 2. Per diverse ragioni non credo che replicherò l’esperimento della novella, sebbene Into the Killer Sphere stia ricevendo un sacco di commenti positivi… Ma mai dire mai!