Italia – Inghilterra Sei Nazioni, una grande giornata di rugby / Italy vs England Six Nations, a great rugby day

I really hoped of winning. Dashed hopes.

Sono arrabbiata. Arrabbiata e un po’ delusa. Il quindici dell’Italia ieri aveva punti di vantaggio sull’Inghilterra, ed è riuscita a perdere 19-15. Non mi perdo in tecnicismi (se li volete basta andare su IlGrillotalpa o su Rugby1823, dove scrivo anche io), vi dico solo che:

– Abbiamo fatto due mete da paura nel giro di 2 minuti.
– Abbiamo una coppia nuova e giovane di trequarti che possono chiamarsi tali, e sanno anche correre (mi attento presto striscioni del tipo “Tommy sposami” dove Tommy è Benvenuti).
– Stiamo crescendo bene anche in attacco, e in difesa abbiamo fatto l’ira di Dio. Menzione speciale a Barbieri.
– Entro i 15 minuti del secondo tempo arriva la meta degli avversari presa stupidamente. Una specie di rituale post-risveglio dall’intervallo che avviene più o meno con la stessa puntualità di quando mi lavo i denti prima di andare a dormire.
– Non sappiamo gestire i punti di vantaggio che abbiamo. Mai.
– La sfiga ai calci. Oggi Tobias Botes era da prendere a sberle forti, mi dispiace per lui che è anche un bel ragazzo, oltre che bravo.
Per ulteriori informazioni sull’incontro, dopo la parte in inglese trovate la sintesi della partita con commento Raimondi-Munari. Al minuto 1.37 notare la reazione controllata dei due alla meta di Benvenuti.

Posto tutto questo, oggi ho visto uno stadio Olimpico fantastico. Era tutto pieno di neve (e di persone), e la gente si è fatta in quattro per rendere il campo praticabile. Anche fuori dallo stadio, l’area del Terzo Tempo era tutta innevata, eppure le persone continuavano a bere birra, mangiare salsicce e giocare a rugby.
Il caso ha voluto che la mia visuale allo stadio fosse ottima, e che i miei vicini di seggiola fossero dei campani veraci, competenti e molto simpatici.

Abbiamo perso per una fesseria, un po’ quando ti dicono che ti manca sempre il centesimo per fare il milione. Con questa nazionale siamo vicini al jackpot, è che ci manca sempre quel maledetto centesimo.
Ci siamo mossi da tutta Italia, abbiamo spostato la neve, affrontato il freddo, l’umidità e per quanto mi riguarda anche la faringite rituale di febbraio.
Sono arrabbiata perché ci credevo. Credevo che avremmo potuto vincere.

La prossima volta che mi fanno fare tutti questi salti mortali e poi perdono per una fesseria, a Parisse e amici li ammazzo. Tutti e 22 tranne uno.


I’m angry. Angry and a little disappointed. Yesterday evening, Italy was leading with 9 point over the England, but we lost the same 19-15. I won’t lose myself in technicalities, I just wanto to say the following thoughts:

– We scored two tries in 2 minutes. Two awesome tries by the way.
– We have a brand new couple of young backs that deserve to be called as well, and they also run fast (I look forward to banners such as “Tommy marry me” where Tommy is Benvenuti).
– We are shooting up on the attack play, while on the defence side we had set the cat among the pigeons. A special mention to Barbieri, of course.
– We foolishly conceded a try within the first 15 minutes of the second half, as usual. It’s a kind of post-awakening ritual which occurs more or less with the same punctuality as I’m brushing my teeth before going to sleep.
– We cannot manage the advantage. Never.
– The unfortunate kicks. Tobias Botes had to be beaten up today, and I’m sorry for him because he’s a nice guy.
For more information about the match, you can watch the synthesis below with the commentary of Raimondi and Munari (two Italians journalists). Please note their reaction after Benvenuti’s try at minute 1.37.

I put the snow chains on my trolley’s wheels in order to be there on time.

Except that things, I saw an incredible frame at the Olimpico stadium, full of fans and snow.  So many people had bent over backwards in order to make the field playable. Even the Peroni After Match Arena outside the stadium was totally covered by snow, but people kept drinking beer, eating sausages and playing rugby, as nothing happened.
As luck would have it my vision at the stadium was great and my seat-neighbors were genuine, competent, nice Campanian guys.

We lost for the slightest thing. It’s like they say that you are quite close to reach the top of the mountain, but you still can’t. We are so close to the top and we need the flag to put on it. That’s the thing.
We came from all over Italy, we moved the snow, faced the cold and the moisture, and I faced the ritual February  pharyngitis too. Only for being there and support our Azzurri players.
I’m angry because I believed it. I really thought we could win .

The next time Parisse and co. are gonna make me do all these flips and then they lose due to a trifle, I swear I will kill them. All except one.

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  • stefano

    non hai avuto anche tu la sensazione netta che non avremmo saputo mai e poi mai portare la palla oltre la linea di meta, se non con intercetti, recuperi di calci o cose simili?

    e non è un po’ frustrante non ricordare UNA meta negli ultimi anni (che non fosse contro il canada) costruita con il gioco alla mano?

    e non avendo i calciatori scozzesi non possiamo nemmeno contare di vincere sui multipli di 3

    non bello

    • EraniaPinnera

      Stefano! Grazie per il commento.
      Per rispondere alle tue domande retoriche: sì.
      Ci sono anche un bel paio di “però” ch spero di sciogliere in maniera positiva alla fine di questo Sei Nazioni.
      Per ora rimango arrabbiata e delusa, come tutti quelli che alla fine del primo tempo ci hanno sperato.

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