La differenza tra un Mondiale e un’Olimpiade / The difference between World Championship and Olympics

If I came from Palau…!

Distinguere tra Campionati Mondiali e Giochi Olimpici potrebbe sembrare inutile. Tante volte, infatti, sento dire: “Ma che senso ha disputare le Olimpiadi se ci sono anche i Mondiali? Non è ripetitivo? Tanto vincono sempre gli stessi”.

Ed effettivamente è vero, anche considerando i significati ideali e la simbologia che le Olimpiadi racchiudono dentro i loro 5 cerchi. Capita, a volte, che i grandi campioni vincano tutto e si ripetano nelle loro vittorie, ma falliscano alle Olimpiadi, proprio per queste intrinseche motivazioni che vanno al di là della mera prestazione fisica. Ma comunque, a guardare tempi, risultati e protagonisti, più o meno sono gli stessi che si ritrovano nelle competizioni iridate.

Eppure, la differenza tra Mondiali ed Olimpiadi c’è. Anzi, sono tante.

Il quadriennio olimpico: volete mettere il fascino di un evento che accade ogni 4 anni? Quante cose cambiano in 4 anni? É bello vedere come evolvono gli sport e i loro protagonisti, no?
Tutti insieme, tutti quanti: più o meno, tutti quanti. Ad ogni edizione, qualche sport entra a far parte del club olimpico, qualche altro ne esce, altri ancora vengono sperimentati. In ogni caso, si tratta di riunire nelle stesse due settimane un numero altissimo di discipline, con un numero enorme di atleti che popolano la stessa città, che diventa una vera e propria capitale dello sport. Le dinamiche sportive e personali sono quindi diverse da una competizione mondiale “normale”, e per quanto possa sembrare strano o inconcepibile, è uno status che fa la differenza anche in gara.
Il mondo intero: al contrario dei Campionati Mondiali, alle Olimpiadi troviamo davvero tutto il mondo. Anche gli Stati più piccolini possono prendere parte ai Giochi Olimpici, anche se i loro atleti non dispongono di quei “minimi” di tempi e misure necessari per partecipare agli appuntamenti mondiali.
La spettacolarità: va da sé, leggendo il punto di cui sopra, che lo spettacolo aumenta, e le Olimpiadi regalano quelle piccole storie di semplicità, tenacia e passione che ci fanno ritrovare il vero spirito dello sport.

Quando guardo le Olimpiadi, penso che tutti potrebbero parteciparvi. Il confine tra professionismo e dilettantismo è sottile, e mi piace.
Guardate i tempi delle batterie dei 100m femminili e dei 200m femminili a Londra 2012.
Io e le mie gambe corte non saremmo arrivate ultime, a guardare i tempi delle atlete che hanno corso. Donne che vengono da nazioni minuscole, con un’economia fragile, insanguinate dalla guerra, da stupidi regimi o dettami religiosi medievali.
Ma quelle donne, quelle che anche io avrei battuto con due mesi di allenamento nelle gambe, rappresentano la quintessenza delle Olimpiadi, quella scintilla che rende i Giochi così diversi dai Mondiali: la speranza.


Knowing the difference between World Championships and Olympic Games could be pretty useless. I sometimes heard people saying something like: “What’s the point of playing the Olympics if there are also the World Championships? Is it quite repetitive, isn’t it? The winners are always the same”.

It’s true, actually, even considering the ideal meanings and the symbology that Olympics contain in their five rings. Sometimes it happens that great champions win everything possible many times, but fail at the Olympics due to the intrinsic factors and motivations beyond the physical performance.
Anyway, looking at the timings, results and protagonists, the athletes are pretty much the same we use to watch at the World Championships.

Nevertheless, there are differences between World Championships and Olympics.
The Olympic four-year period. There’s no comparison with the fascination of an event which happens only every four years. How many things can change during four years? It’s so beautiful seeing how sports and their protagonists evolve, don’t you think?
All together: pretty much, all together. Every edition of the Olympics presents a new discipline, while other sports going out of the Olympics and other are tested. Anyway, it’s all about getting together a number of discipline to be played in the same two weeks, with a number of athletes got together in the same city, which becomes a real capital sport city. Sport and personal dynamics are therefore difference than a “usual” World Championships, and even if it could be quite strange or unthinkable, it’s a kind of status that makes the difference while performing.
The whole world: on the contrary of what happens at World Championships, at the Olympics we can enjoy really the whole world. The smallest Countries can take part at the Games, even if their athletes don’t have the right time or the measure needed to attend a world championship.
The show: reading the point above, it’s clear that the show increases during the Olympics, so the Games can give little precious stories of simpleness, perseverance and passion that show the real Olympic and sport spirit. 

When I watch the Olympics, I believe that everyone could attend them. The boundary between professionalism and dilettantism is very thing, and I like it. For example, look at the time results of the 100m and 200m women preliminaries.
My short legs and I would not arrive last, just looking at the timings of the girls who has run at London 2012. Girls who come from very little Countries, with a fragile economy, bloody by war, stupid regimes or medieval religious laws.
But those same girls, those who I would beat with only a couple of months of training, represent the quintessence of the Olympics, the spark which makes the Olympic Games so difference from a World Championship: the hope.

  • Lorenzo

    vero, verissimo!!!
    l’atmosfera e lo spirito delle Olimpiadi non ha eguali, e se chiediamo ad un giovane atleta che sta iniziando la sua carriera quale sia il suo sogno, 99 volte su 100 risponderà “una medaglia d’oro alle Olimpiadi!”