Lavorare fino a tardi e non è colpa tua / Working late and it’s not your fault

My mood evolution the other day

Vi è mai capitato di pensare che avreste potuto completare un lavoro o una commissione più velocemente, se non vi foste distratti? Il tema delle distrazioni è uno tra gli argomenti più trattati nei blog di copywriting e freelance in generale che tutti i giorni passo in rassegna. E vi dirò, i miei stimati colleghi fanno bene a preoccuparsi: se ti distrai perdi tempo, e se perdi tempo poi farai tardi nelle consegne dei lavori, oltretutto sottraendoti quel prezioso tempo libero che sembra sempre troppo poco.

Io, però, vi voglio parlare delle distrazioni che non ti cerchi, quelle rogne che ci capitano tutti i giorni. Credo di essere fortunata, perché quando parto in quarta con qualcosa è difficile indurmi in distrazione, per cui il mio problema non è la distrazione in sé e per sé, ma la gente che devi aspettare e che ti blocca.
Si tratta di quella frangia di persone che si comporta in questo modo anche nella propria vita privata, con amici e parenti. Questa gente non è solamente ritardataria cronica – cosa che si potrebbe anche tollerare – è proprio che non gliene frega niente.

Un esempio? Due giorni fa ho parlato con il tecnico del microonde, che è un mese che mi promette di passare a prenderlo per portarlo in assistenza. Ho chiamato (di nuovo) per accordarci sull’ora del ritiro: mi ha chiesto espressamente se fosse possibile passare di mattina presto, tipo alle 8:45/9:00. “Perfetto!” gli ho risposto: prima passa, prima posso iniziare la mia routine di lavoro e di commissioni.

Di buon mattino ho dato una pulita alla casa – per scrupolo – e ho sbaraccato la cucina dalla mia attrezzatura: infatti, visto che lavoro spesso a casa, che è molto piccola, ho eletto un angolo della cucina come “piccolo studio”.
Mi sono quindi accampata su un divano letto e ho iniziato a processare le e-mail e a scrivere un po’: certo, sul divano letto mi è subito venuto un leggero mal di schiena, ma tanto sarebbe stata questione di qualche mezz’oretta.

Alle 16, il tecnico non era ancora passato. Ovviamente, tra il poco sostegno lombare e la posizione non felice, ho lavorato al 40%. Ho anche dovuto cancellare un appuntamento di lavoro, e per fortuna il mio cliente è un tipo straordinariamente alla mano. E se non lo fosse stato?

Inoltre, nonostante di pomeriggio abbia lavorato spedita come la pallina un flipper, ho finito di concludere tutti i miei affari ben più tardi della mezzanotte. Che sarebbe il male minore, se non fosse che ho buttato via un pomeriggio di terapia per il recupero dalla pubalgia e che la mia sveglia suona tra le 6:00 e le 6:30, anche la domenica.

Come evitare queste “distrazioni” che vi spezzano il ritmo, la pace interiore e rallentano le giornate? Io non ne ho idea, per cui se avete qualche consiglio, fatemelo sapere.


Did you ever think that you could finish a job or an errand in a faster way, if you were not distracted? The lapse of concentration is one of the trend topics on copywriting ad freelance blogs that I use to read. Actually my esteemed colleagues are right to worry about it: if you get distracted you lose time, and if you lose time then you will be late delivering the work. Besides, you will lose that precious free time which always seems too short.

However I want to talk about the distractions that you don’t ask for, those troubles that everyday happen to us. I guess I’m a lucky girl because when I get off to a flying start with something it’s hard to lead me into distraction, so my problem is not the distraction in itself, but the people who you have to lie in wait for.
This is the fringe of people who behave in this way even in their private life, with friends and relatives. These people are not only chronic latecomers – and you could even tolerate it – it’s just they did not give a damn.

An example? Two days ago I talked to the microwave technician, since he promised he would come home to bring it to the service center one month ago. I called (again) to agree on the time of withdrawal: he specifically asked me if he could come early in the morning, ie 8:45 /9:00. “Perfect!” I said: the soon he comes, the soon I begin my work routine.

Early in the morning I gave the house a clean – just for scruple – and I cleared out the kitchen from my equipment: in fact, as I often work at home, which is very small, I elected a corner of the kitchen as a my “small study”.
So I camped out on a sofa-bed and started processing e-mails and writing a little: of course, I immediately felt a slight back ache due to my posture on the couch, but it would have been a matter of a few hours.

At 4 p.m. the technician had not yet come. Obviously, among the nonexistent lumbar support and the not-happy location, I worked at 40% of my resources. I also had to cancel a business appointment, and luckily my client is an easygoing guy. And if he was not that way?

Furthermore, despite having worked fast like a pinball ball during the afternoon, I finished all my business after midnight. It would be the lesser evil, except that I threw away an afternoon of therapy to recover from the osteitis pubis and that my alarm clock uses to go off between 6:00 and 6:30, also on Sunday.

How do you avoid these “distractions” that break the rhythm, the inner peace and slow down the days? I have no idea, so if you have any advice, please let me know.

  • vanna

    … avrei portato il microonde direttamente in assistenza, mai aspettare i tecnici a casa… :D

    • EraniaPinnera

      L’avrei fatto volentieri pure io, se non fosse che questo microonde è vincolato come i palazzi del 1600 dalla sovrintendenza dei beni culturali!