Lo sport nell’era dei social media / Sport in Social Media Era

Sometimes I kinda fear of "_blank" planet though

La rete è per (noi) sportivi una risorsa che i nostri nonni, se capissero cosa è internet, ci invidierebbero. Grazie agli strumenti online siamo in grado di aggiornarci costantemente riguardo la nostra squadra del cuore, o il nostro sport preferito.
Tra applicazioni, blog, siti specializzati, forum e quant’altro, sicuramente i social network sono i re incontrastati della comunicazione sportiva (e non solo), gli stargate a cui connettersi per rimbalzare da una news all’altra, saltando per pagine, commenti, retweet e Like.

Come ha segnalato Mashable in questa infografica, quelli di GMR Marketing – manco gli ultimi della classe – si sono fatti carico di capire come gli sportivi utilizzino gli strumenti della rete durante le loro giornate, e nello specifico i social media.
Per chi non mastica bene l’inglese, riporto brevemente quanto dice la ricerca della GMR Marketing.

Attualmente, ci sono 10 probabilità in più rispetto al passato recente che la gente controlli internet per le notizie sportive piuttosto che ascoltarle dalla radio. Facebook e Twitter sono leggermente preferiti rispetto ai siti di informazione nazionali – 41% rispetto al 40% dei siti nazionali. Solo il 13% degli intervistati si informa dello sport tramite la tv, mentre solo il 4% sceglie la radio.
Inoltre, non importa dove si trovi lo sportivo in questione: con i social media ci si può tenere aggiornati sempre e ovunque. Infatti, quasi i tre quarti degli intervistati afferma di controllare la pagine social sportive anche durante le feste e quasi il 70% durante i pasti, mentre il 58% lo fa… in bagno.

Addio vecchio giornale e vecchia enigmistica: sulla tazza, a fare compagnia allo sportivo, sono arrivati i social network. Ma se questa è la notizia più divertente, quelle che dovrebbero farci riflettere sono altre.

1) Tralasciamo per un momento l’86% degli sportivi che controllano lo sport dal lavoro – se è vero che la produttività in ufficio si abbassa, è anche vero che una cifra così alta deve per forza contenere anche gli accessi nei momenti di pausa. Le percentuali fatte registrare durante momenti socializzanti come le feste (74%), il cinema (25%), i concerti (22%) e addirittura le funzioni in chiesa (9%) sono un po’ preoccupanti. Siamo davvero diventati così alcolizzati di internet che non riusciamo a farne a meno nemmeno mentre ci divertiamo?

2) Mentre si guarda un momento sportivo, riusciamo a usare i social media. Quanti voi commentano, infatti, le partite su Facebook o su Twitter mentre le state vedendo? Lo strumento di informazione diventa strumento di condivisione… e di distrazione. Mai capitato di perdervi un goal mentre mettevate il cancelletto dell’hashtag tra i trending topic del momento?

3) La pubblicità. Perché alla fine, anche i social media girano intorno a quella. Mai visto il vostro idolo che promuove su Facebook un particolare brand sponsor, con tanto di shoot fotografico? E scommetto pure che anche voi avete in casa (o addosso) il prodotto di quella marca. Non sentitevi in colpa, anzi: magari nemmeno vi interessa, è solo che quel prodotto è davvero ottimo, a prescindere dal testimonial.

Chiudo con un appello all’equilibrio: le risorse preziose del social networking sono un gran modo di farci sentire ancora di più parte di una comunità o di un evento fantastico come un happening sportivo, benché le “tremende” regole della presenza online non pospongano quelle della reale presenza agli eventi, che siano sportivi o socialmente condivisi in senso lato.
E un’ultima cosa a cui tengo molto: non ho mai postato nessuna notizia o commento dal water di casa mia. Tanto per essere chiari :D


The web is for (us) sporting people a resource that our grandparents – if they understood what the internet really is –  would envy us. Thanks to the online tools we can constantly inquire about our favorite team, or our favorite sport.
Among applications, blogs, popular sites, forums and more, social networks are definitely the undisputed kings of sports communication (and beyond), the stargate to connect to for bouncing from one to another news and jumping to pages, comments, retweets and Likes.

As reported in this Mashable infographic, GMR Marketing staff – so not the bottom of class, I mean – took the charge to understand and explain how sport fans use webtools during their days, and specifically social media ones.
According to GMR, we can farewell newspapers, magazines and crosswords: social networks has come even on the bowl to keep sport fans company. If this is the funnier news, what should make us think is quite a different thing.

1) Let us leave out for a moment the 86% of sporty people who check out the sport at work – if it is true productivity at office might be lowered, it is also true that a percentage so high must necessarily include accesses during breaks too. The percentages recorded during socializing events as parties (74%), cinema (25%), concerts (22%) and church services – really? – (9%) are a little worrying. Are we really become so webaholics that we cannot do without it even while we are having the time our lives?

2) People are on social media while they are watching a sport event too. In fact, how many people comment and share opinions on Facebook or Twitter while they are watching a soccer/rugby/football/other match? The information tool becomes a sharing tool … and a distraction/absent-mindedness/alienation one as well. Have you ever missed a goal/try/epic moment while putting the # on the current trending topic hashtag?

3) Advertising. Because at last even social media revolve around that. Have you ever seen your idol on Facebook promoting a particular brand-sponsors, huge photo shoot included? And I also guess that you have at home (or put on you) the same product of that brand. You do not feel guilty indeed: perhaps you are not interested in it either, it’s just that this product is really good, aside from the testimonial.

I would finish with an appeal for balance: the valuable resources of social networking are a great way to make us feel much more involved in a community or in a awesome event as sporting events are, although the “ruthless” rules of being-someone-online does not postpone those on being presence in real events – socially participated eventsbroadly speaking.
At last, just one thing that I really care: I have never ever posted any news or comments from my home’s toilet. Just to be clear :D

Photo credit by Douglas Milian
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