Pallanuoto: Londra, e poi? Storia di un Dream Team in bilico

É con immenso onore che ospito su questo blog una delle penne più attente e intelligenti che animano la pallanuoto italiana. Alessandro Arbocò non solo è un mio carissimo amico, ma è anche l’autore di Posizione 1, che vi invito a leggere anche se di pallanuoto ci capite poco.  Alessandro ci presenta il Dream Team olimpico, che di fatto rischia l’estinzione. Curiosi? Buona lettura!

Dream Team è un termine usato spesso nel mondo dello sport per indicare una squadra che sovrasta nettamente le altre per tasso tecnico, spettacolarità e presenza di grandi nomi. Il più famoso fra i Dream Team è quello della nazionale USA di basket, che a Barcellona 1992 vinse l’oro giocando letteralmente a un altro sport. Nel torneo di pallanuoto di Londra 2012 ci sarà un curioso Dream Team “trasversale”: non una squadra effettivamente in gara, ma quella formata dai giocatori tesserati per un club italiano, la Pro Recco.

Saranno in totale 19 i suoi giocatori presenti a Londra, di cui 8 nella nazionale Italiana. Da questi nomi si può comporre un tredici che, se fosse in gara, sarebbe il team più accreditato per la medaglia d’oro. Vogliamo provare a realizzarlo? Eccolo qui.

– L’Italia è rappresentata da Stefano Tempesti e Maurizio Felugo, portiere e regista del Settebello, campioni del mondo in carica.
– Dall’Ungheria arrivano il mancino Norbert Madaras, due volte campione olimpico, e l’eterno Tamas Kasas, tre volte campione olimpico e votato miglior pallanuotista del decennio scorso.
– La Spagna contribuisce con due medaglie d’argento a Roma 2009, quali il “tuttofare” Guillermo Molina e Felipe Perrone, MVP della Final Eight di World League 2012.
– I Paesi dell’ex Jugoslavia fanno la parte del leone: tre serbi campioni d’Europa e vicecampioni mondiali (il mancino Filip Filipovic, l’attaccante Andrija Prlainovic e il centroboa Dusko Pijetlovic), due croati (il difensore Damir Buric e l’attaccante Sandro Sukno, ambedue bronzo ai Mondiali di Shanghai) e due montenegrini vicecampioni europei (il difensore Aleksandar Ivovic e il centroboa Boris Zlokovic).

Questa supersquadra non esiste solo sulla carta. Con la calottina della Pro Recco questi atleti hanno partecipato – nella stagione appena conclusa – a due competizioni internazionali: la Jadranska Liga, o Lega Adriatica, sorta di campionato sovranazionale che vede impegnate formazioni croate, montenegrine, slovene e – per la prima volta – anche un’italiana, e la Champions League, massima competizione continentale per club, vincendole entrambe. In Jadranska Liga, alla prima partecipazione con un perentorio score di 19 vittorie in altrettante partite, impresa mai riuscita prima d’ora, e una partita vinta addirittura senza subire reti, cosa molto rara nella pallanuoto (vittima il Posk Spalato, tornato a casa con 21 goal sul groppone). In Champions League stesso percorso netto (ma più breve, 10 su 10), settima presenza consecutiva nella finale per il titolo e decima qualificazione alla Final Four nelle ultime dieci partecipazioni dal 2003 a oggi (manca solo la stagione 2004, in cui i club italiani non presero parte alla competizione). E, tanto per non farsi mancare nulla, ha pure ospitato in common training il Team Olimpico USA, sconfiggendola in un’amichevole ufficiale.

Impressionante, vero? State sicuri che il podio londinese vedrà molti di questi nomi. Nomi che rischiano di non essere più una squadra di club nella prossima stagione, e questo è l’altro lato della storia. Un lato che di olimpico ha ben poco, sa più di ripicche e cattiverie. É la vicenda di un imprenditore, Gabriele Volpi, che investe per anni ingenti risorse personali con l’obiettivo di cambiare uno sport, e che al culmine della polemica con le istituzioni non solo sportive decide di abbandonare la pallanuoto e la società a cui garantiva un budget annuale degno di discipline ben più ricche e famose, imponendole di fatto un ridimensionamento.

La Pro Recco nella prossima stagione non prenderà parte alle competizioni europee, rinunciando quindi a difendere il titolo conquistato nello scorso maggio. I giocatori perderanno la loro squadra, la pallanuoto italiana e mondiale perderà la più spettacolare macchina da vittorie che sia mai scesa in vasca. E siamo sicuri che ognuno di loro saprà trarre da questa situazione motivazioni supplementari per garantirsi un posto in vasca alla Water Polo Arena nel pomeriggio di domenica 12 agosto.

Photo credit by Alessandro Arbocò
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  • giulio

    Grande Ale, tutto perfetto come sempre, ma questa non è una novità per me.

  • Articolo chiarissimo. Quello che non è chiaro è questo improvviso disamoramento del Patròn del Recco e viene legittimo chiedersi: si trattava di vero amore?

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