Personaggi secondari: perché la spalla del protagonista è importante

Ogni protagonista ha una spalla o un braccio destro. Queste sono le ragioni principali per cui i personaggi secondari in letteratura sono fondamentali.

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Questa è la traduzione di un guest post che ho scritto per il blog del collega Eric J Gates, autore di thriller

Non c’è Batman senza Robin, Harry senza Ron ed Hermione, Sherlock senza Watson. E così via. In letteratura, ci sono infiniti esempi di personaggi secondari che non sono meno importanti dei protagonisti. Vediamo in dettaglio perché i lettori adorano i personaggi minori (a volte molto più dei protagonisti!) e perché le storie hanno un bisogno vitale della loro esistenza.

I personaggi secondari sono il cuore della storia, quando portano conflitto.

Sì, i personaggi principali sono gli eroi o i protagonisti ricorrenti di una serie, ma parliamo del lato oscuro delle storie. Nei gialli, ad esempio, senza assassini – di fatto personaggi secondari, anche se spesso non ne conosciamo l’identità – che cosa farebbero i detective? Alla fine, tutto ruota attorno al protagonista che cerca di acchiappare un personaggio secondario.

I personaggi minori possono anche, quindi, non essere gradevoli e simpatici.

I lettori hanno bisogno di amare dei personaggi e di affezionarcisi, ma dall’altra parte hanno anche bisogno di qualcuno a cui scaricare astio e antipatia. Ecco che si immolano i personaggi secondari. In rare occasioni, anche i personaggi principali sono antipatici e/o malvagi, ma sono sempre fiancheggiati da una controparte positiva – per esempio Darth Vader e Luke Skywalker.

I personaggi secondari proteggono e coprono le spalle ai protagonisti.

Pensate alle più iconiche coppie o trii della letteratura: i personaggi minori sono spesso amici dei protagonisti e accorrono in loro aiuto nel momento del bisogno – oppure può succedere anche il contrario. Nei miei racconti gialli il mio personaggio principale, l’ex detective di Scotland yard trapiantato in Italia Chase Williams, aiuta il suo amico Ispettore Alunni a risolvere casi di omidici e di stra-ordinaria criminalità.
Non importa quanto i personaggi principali ci provino e si sforzino, a un certo punto hanno bisogno di una mano da parte dei personaggi secondari, nel bene e nel male.

I personaggi minori aggiungono tridimensionalità alle storie.

I miei gialli perderebbero moltissimo nella loro genuina e spontanea indole se non avessi sviluppato i personaggi che vivono nel vicinato di Chase, nella cittadina sub urbana di Tursenia. Gli italiani sanno quanto possono risultate iconografici e ‘colorati’ agli occhi di un lettore straniero, e viceversa a noi italiani divertono i contrasti culturali tra noi e i forestieri. Il mondo attorno a Chase Williams prende vita non solo grazie alle descrizioni e ai colori della bellissima Tursenia, ma soprattutto per mano dei personaggi secondari che parlano e interagiscono con l’ambiente, e con Chase.

L’unico pericolo, in questo caso, è di cadere nello stereotipo, che in ogni caso è facilmente aggirabile spendendo un po’ di tempo nello sviluppo dei personaggi secondari. Quello che faccio di solito è di svilupparli ampiamente in una serie di documenti il cui contenuto mi serve solo per ‘conoscere’ il personaggio, come se fosse una comprensiva scheda del personaggio stesso. Una volta che conosco a fondo la sua personalità, è più facile disseminare le informazioni nei racconti di modo da non rendere il personaggio eccessivamente protagonista, ma allo stesso tempo da permettere ai lettori di conoscerlo meglio.

Conseguentemente, i personaggi secondari portano nuove sotto trame alla storia principale.

Ogni personaggio minore ha il suo vissuto, la sua storia e probabilmente qualcosa di interessante o qualche problema che merita di essere narrato, spezzando la trama principale. Il cielo (e le pagine!) è il limite.

Nuovi punti di vista vengono esposti dai personaggi secondari.

I lettori dei miei gialli non credo dimenticheranno mai il momento in cui una discussione tra Chase e l’Ispettore Alunni si inasprisce tanto da evolversi molto male. Allo stesso tempo, quella discussione porterà agli indizi chiave per risolvere un complicato duplice omidicio.  I personaggi spalla portano sul tavolo punti di vista differenti e a volte diametralmente opposti rispetto a quelli proposti dal protagonista o dalla terza persona narrante. in questo modo, i lettori hanno una visuale ancora più ampia di tutta la storia, e possono prendere posizioni in maniera più obiettiva.

Anche gli animali possono essere dei personaggi secondari.

Chi ha detto che il braccio destro di un eroa debba essere per forza un essere umano? Chase ha risolto più di un mistero grazie al fiuto del cane della sua vicina Giulia, il piccolo Luciano. Se Luciano non fosse stato al fianco di Chase in più di una situazione, i miei lettori avrebbero avuto qualche storia in meno da leggere!

Una breve nota per gli autori per concludere la mia rassegna.

Dare lo giusto spazio di azione ai personaggi secondari è responsabilità dello scrittore.  I lettori hanno bisogno di loro almeno tanto quanto i protagonisti delle storie. Molti lettori riescono a relazionarsi molto più facilmente con i personaggi secondari che con i protagonisti, trovando in loro sollievo se la trama è troppo stressante per loro; oppure, i personaggi minori stimolano la curiosità dei lettori se sono distratti o poco interessati alla trama principale, a volte salvando in extremis il giudizio complessivo del romanzo.

In due parole

A volte, i personaggi secondari sono talmente importanti da reggere l’intera architettura di un romanzo. Ecco come nascono gli spin-off, ma questa è un’altra storia per un altro post.

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