Happy Father’s Birthday – a photo tribute to my dad

Scrolla in basso per il testo in italiano!
Happy Father's Birthday, dad photography, rome, castel sant'angelo

I want to wish happy father’s birthday today to my dad. Not only he’s a great runner and passionate about astronomy, but he’s also an awesome photographer.

This is a pic he took when we were together in Rome at Christmas. He hasn’t retouched it, so I’m publishing it the way he took it. Isn’t it an amazing pic?

Rome was as beautiful as always, but my father managed to get the best out of it with this photo picturing Castel Sant’Angelo at sunset.

Well, what was I saying? Happy Father’s Birthday*, daddy!

Taken at Castel Sant’Angelo, Roma

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*I rarely call my parents ‘mommy’ or ‘daddy’, but instead I call them ‘mother’ and ‘father’. They’re not quite happy about it, but to me it’s the highest sign of respect I can show to them, so they still live with it :)

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Oggi voglio fare gli auguri a mio padre per il suo compleanno in maniera particolare. Non solo mio padre è un ottimo runner e un appassionato di astronomia, ma è anche un bravissimo fotografo. Se lo chiedete e a lui, vi dirà che è scarso in tutte le cose che ho elencato qui sopra, ma credetemi, lui è solo estremamente umile (e non si rende conto delle piste che dà ai giovani correndo, tra l’altro) .

Questa è una fotografia che ha scattato quando eravamo tutti insieme a Roma per Natale. La foto non è ritoccata, è esattamente come l’ha scattata, nuda e cruda. Bellissima, eh?

Roma era fantastica come sempre, per cui non è stato difficile per l’occhio (e la mano) di mio padre trovare l’angolo giusto e scattare questa straordinaria immagine di Castel Sant’Angelo al tramonto.

E insomma, cosa stavo dicendo? Tanti auguri e a cento di questi giorni, padre!

Scattata a Castel Sant’Angelo, Roma

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*Raramente mi capita di chiamare i miei genitori ‘mamma’ o ‘babbo’. Non mi piace, e preferisco chiamarli ‘madre’ e ‘padre’. Dopo tutti questi anni, ancora a loro non va giù, ma io continuo per la mia strada, perché questo modo di chiamarli per me mostra il massimo rispetto possibile :)

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Buon compleanno, mostrino! / Happy birthday little Monster!

Scroll down for the English version!

Ci ho messo quasi quattro anni per abituarmi alla sua puzza da cane. Adesso, non potrei fare a meno del suo odore. Quando non c’è o sono a casa di altri e mi cade del cibo a terra, lo chiamo lo stesso. E quando non arriva scodinzolando, con la medaglietta che fa rumore, mi sembra strano.
Quando mia sorella ha deciso di prenderlo e portarlo a casa – e non starò di certo qui a raccontarvi la storia strappalacrime di questo mostrino – io non ne volevo sapere: un cane puzza, fa la pipì e la cacca e vuole portato fuori e soprattutto è un impegno quotidiano che richiede sacrificio e pazienza.

Poi mia sorella è scesa dal treno, ha aperto una specie di borsone (un trasportino, ma io all’epoca non sapevo nemmeno che esistesse trasportino come parola) e sono sbucati i suoi occhioni. E da quel momento niente è stato uguale. Giuliano mi ha insegnato quanto sia salutare una passeggiata la mattina, prima di iniziare la giornata, e la sera, per scaricare le tensioni. Mi ha dato delle grandi soddisfazioni, imparando dei comandi che in molti mi dicevano che non avrebbe saputo imparare, perché l’abbiamo preso troppo grande.
Mi fa incavolare tutti i giorni, perché è prepotente e testardo. Giuliano ha paura delle vespe e dell’acqua, ma se qualcuno che non conosciamo si avvicina a noi, si mette sulla difensiva e gli mostra tutti i denti.

Giuliano mi guarda con quei suoi occhioni innocenti, e mi vede la persona che io vorrei diventare. Oggi è la data convenzionale in cui si pensa che sia nato Giuliano. Oggi, 4 anni fa, nasceva la nostra più grande rottura di scatole. E noi lo festeggiamo dandogli una scatoletta più grande. Di manzo e verdure, ovviamente: i suoi preferiti.

PS: dopo la parte in inglese,  due immagini di Giuliano. Come era quando lo abbiamo preso, e come è oggi.


I took almost four years to get used to his dog stinks. But now, I can’t do without that smell. When he’s not at home or I’m at someone’s place and some food falls to the ground, I always call him just the same. And when he doesn’t come wagging his tail, with his noisy medal, it always sounds strange to me.

When my sister decided to take him and bring him to home – and I’m definitely not here to tell you his heartbreaking story – I wanted no more of him: dogs smell, pee and poo and having to take them to be gone out for a walk. Dogs are a daily task that requires sacrifice and patience.

Then my sister got off the train, opened a sort of bag and his big eyes popped out. From that moment nothing has been the same here. Giuliano has taught me how healthy a walk in the morning can be – before you start your day – and in the evening, to ease strain. He has given me great satisfaction by learning lots of commands which they told me he would not be able to learn, because we started him too late.
He drives me nuts every day, because he is a kind of bossy, stubborn dog. Giuliano is afraid of wasps and water, but if some unknown guy comes near us, he takes up a defensive position and bares all his teeth.

Giuliano stares at me with those innocent big eyes of him, and he sees myself as the person I would like to become. Today is the “conventional” anniversary of the  date we think that he was born. Today, 4 years ago, our biggest pain in the ass was born. And we celebrate that day by giving him a bigger tin can. The beef and vegetables one, of course: it’s his favorite.

Giuliano as we took him. He was 9 months ca.

Foto a sx: Giuliano come lo abbiamo preso a 9 mesi circa.
Foto a dx: come è Giuliano adesso, a 4 anni.
Pic on the left: Giuliano as we took him. He was 9 months ca.
Pic on the right: how Giuliano looks today at 4 years old.

PS: Many thanks to my Aussie friend Jan who corrected my foolish mistakes ;)

Che “auguratore” sei? (una specie di test) / What kind of “wisher” are you? (sort of test inside)

This is not a great way to wish Happy Birthday to someone!

Due giorni fa ho compiuto gli anni. E come ogni anno, ho ricevuto un sacco di auguri, talmente tanti che non li ho contati. Non è vero, li ho contati: sono stati 586.
Folle? Ossessiva compulsiva? Probabile, ma questo conteggio e l’osservazione di tutti gli adorabili auguri che ho ricevuto hanno fatto scattare la molla del sociologo. Con tutte le preoccupanti conseguenze di catalogazione annesse.

Ho quindi trascritto e riportato – sì, l’ho fatto di notte, ecco perché ci ho messo due giorni – tutti gli auguri e ho usato la Cluster Analysis per “riordinare” gli attori sociali coinvolti. Dando un nome ad ogni gruppo sociale. A onor del vero, c’è da dire che qualche persona inferisce in più di un cluster (ho usato il metodo Top-Down, che preferisco sempre), quindi la mia ricerca è ancora perfezionabile. Ci penserò l’anno prossimo.

Intanto, ve la faccio molto breve e senza troppi numeri: che voi mi abbiate fatto gli auguri di compleanno o meno, potete sempre leggere i miei cluster (che ho sintetizzato in un paio di elenchi per non farvi impazzire) e capire se appartenete a qualcuno di questi gruppi.

Variabile per i cluster: DOVE FAI GLI AUGURI?
Ovunquisti: quelli che ti fanno gli auguri in tutti i modi, in tutti i luoghi, con tutti gli strumenti.
Retorici: quelli che hanno scolpito nella loro mente un momento particolare e comune delle vostre vite, e lo ripropongono a “memento” in ogni occasione particolare. E anche voi, comunque, fate lo stesso con loro.
–  Social Networker: quelli che utilizzano gli strumenti di internet, soprattutto i social network.
Social Networker discreti: quelli che utilizzano gli strumenti di internet, come i social network, ma lo fanno in maniera “privata”. E-mail, messaggi personali, pvt et cetera.
Taggatori: quelli che amano citarti. E quindi fanno largo uso di tag, @, menzioni, quote. E che nei luoghi pubblici esordiscono con: “Evviva, oggi è il compleanno di (metti il tuo nome)”, anche se tu non avevi minimamente voglia di far sapere a tutti che è il tuo compleanno.
Tradizionalisti: quelli che, non potendoti raggiungere personalmente, usano strumenti dell’altro millennio. Come il telefono di casa, per esempio.
Tradizionalisti estremi: quelli che – cascasse il mondo – ti bussano alla porta per augurati un felice compleanno. Solo un soggetto della mia popolazione statistica appartiene a questo cluster.
Tradizionalisti progressisti: quelli che, non potendoti raggiungere personalmente, usano strumenti a cavallo tra i due millenni. Nella scelta dell’apparecchio telefonico, prediligono quello cellulare, che permette anche l’opzione SMS.

Variabile per i cluster: COME FAI GLI AUGURI?
Ambasciatori: quelli che ti fanno gli auguri e li fanno anche da parte di altre persone più  o meno vicine a loro, per lo più impossibilitate a farteli.
Creativi: quelli che ogni anno e per ogni persona si inventano qualcosa di particolare da aggiungere al semplice augurio di buon compleanno.
Dialettali: quelli che usano una lingua diversa dalla tua, come un dialetto o un gergo particolare. Ovviamente, il tuo ringraziamento è sempre in perfetta linea lessicale.
– Ermetici: quelli che scrivono il minimo indispensabile. Perché l’importante è il pensiero.
Fruttaroli: quelli che sostituiscono la parola “auguri” a frutti di vario tipo, dalle angurie agli agrumi per poi aprirsi a tutte le varietà rese disponibili da Madre Natura.
Iconografi: quelli che te lo dicono con una foto, un video, uno smiley, una emoticon. Poco testo e molte immagini.

E voi, che “auguratori” siete?


I turned 28 two days ago. I received so many wishes – as every year – that they are almost uncountable. But I counted them the same: they were 586. Am I weird? Obsessive-compulsive? Perhaps, however this counting and the observation of these lovely wishes has made the sociologist in me spring up. With all the worrying additional consequences.

So I wrote out – I did it during the nights, that’s why it took me two days – all these wishes and I used Cluster Analysis to “classify” the social players involved, then I named every cluster. To tell the truth, someone could belong to different clusters, so my research is still perfectible. I will think about it next year.

In the meanwhile I make a long story short with no statistics data: even if you wished me happy birthday or not, you can read below my clusters –  which I sum up in a couple of lists in order not to drive you crazy – and find out in what cluster you belong to.

Cluster variable: WHERE DO YOU USUALLY GIVE YOUR BEST?
Wherever-ers: those who give their best in every way, in every place, with every tools they can manage.
Rhetoricals: those who have engraved in their minds a topic moment of your life as a “reminder” and they suggest it again every time there is a special occasion. And you use to do the same for them too, of course.
Social Networkers: those who use the internet, especially the social networks.
Descreet Social Networkers: those who use social network in a “private” way. E-mails, private messages and so one.
Taggers: those that totally love mentioning you. Tags, @s, mentions, quotes. They are the same ones that love to declare to everybody that it’s your birthday where you are in public spaces, even if you don’t want it.
Traditionalists: those who use the last Millennium tools since they can’t come to your home. Like the telephone, for example.
Extreme Traditionalists: those who – come what may – always knock at your door to give their best. Only one person among my statistical population belongs to this cluster.
– Radical Traditionalists: those who can’t reach your house and therefore use tool of last-and-current-Millennium. In few words they use the telephone, but the mobile one, which allows the text message option.

Cluster variable: HOW YOU GIVE YOUR BEST
Ambassadors: those who give their best on behalf of other people closer to them too, as they are not able to do it.
Creatives: those who invent something special to turn a simple wish into a masterpiece. They use to do it every year for everybody.
Dialectals: those who use a different language, as a dialect or a particular slang. Your replay is always perfectly in lexical line with them of course.
Hermetics: those who talk/write down to the bare minimum. It’s the thought that counts, after all.
Fruiters: that is hard to explain in English! These persons replace the word “auguri” (“best wishes” in Italian) with similar fruit names, as “agrumi” or “angurie” (“citrus” and “watermelon”).
Iconographers: those who speak to you with a photo, a video, a smiley, an emoticon. Less words, more images!

And what about you? What kind of “wisher” are you?

 Photo credit by Christophe Verdier

Happy birthday to me!

My dog has learnt to write for my birthday occasion

Eh già, oggi tocca a me. Oggi ne faccio 28. Un’età un po’ matura a vedere la mia faccia da adolescente, ma al momento un’età un po’ acerba per i dolori che sto iniziando a scrollarmi di dosso :D

Com’è la mia giornata-compleanno? Lavoro/scrittura, un paio di ore di lezione a scuola – e ho corretto i compiti in classe dei miei allievi, per cui potrebbe non essere una bella giornata per loro :P – un po’ di yoga, un giretto con sorella e mostrino – che stamattina mi ha salutato proprio come lo vedete in foto – e qualcosa di succulento per cena. Un giorno normale. Ho smesso di festeggiare il mio compleanno da un po’, perché fondamentalmente non c’è motivo di festeggiare il fatto che:

Sono ancora viva: dovrei festeggiare tutti i giorni, allora. E lo faccio, più o meno
Sono un passo più vicina alla morte per vecchiaia. E lo spero tanto
Sono più vicina ai 30, e la cosa riporta al punto precedente
Non sono una sfigata (e a scanso di equivoci, sappiate che sono ironica)
Quelli che di solito mi regalano qualcosa lo faranno lo stesso anche se non festeggerò il compleanno con una cena o una festa o un altro evento-festeggiatore a vostra scelta
Non ho vinto nemmeno una medaglia olimpica. Giunge infine il tempo in cui realizzi per davvero che non vincerai mai niente… olimpicamente parlando, intendo. Beh, i 28 sono QUEL tempo.
Ogni volta che qualcuno mi chiede l’età, rispondo 23. Sempre. Questo significa che sono ancora inchiodata all’anno del Signore 2007, quando ho conosciuto l’uomo della mia vita. Di conseguenza, il tempo non conta.

Per concludere, tanti auguri a me. Se volete farmi gli auguri, lasciatemi un commento: quelli sono sempre molto graditi! :)


Yep, today it’s my turn. I’m turning 28. Such a huge age if you see my teen-age appearance, but currently a little age according to my recovering body :D

What’s my birthday like? Work/writing, a couple of hours of lessons at school – I have marked my pupils’ schoolwork, so it could be not a great day for them :P – some yoga exercises, a walk with sis and little monster – this morning he greeted me the way you can see on the pic above – and something yummy for dinner.  Just a normal day.
I have quitted celebrating my birthday for a while as I basically think there’s no need to celebrate the fact that:

I am still alive: I should celebrate everyday. And I do it… sort of
I’m a step closer to death of oldness. And I really hope so
I’m closer to 30, which brings to the previous point
– I’m not a looser (I’m ironic, just to be clear!)
Those who usually give me a gift will surely do the same even if I won’t celebrate with any dinner or party or something else
I have no won any Olympic medal for real. It comes the time you become aware that you will never win anything… olympically speaking of course. And 28 is THE time.
Every time someone ask my age, I say 23. Always. That means that I are lovely stuck in 2007, when I met the man of my life. Therefore time doesn’t count.

So, happy birthday to me. If you want to wish me happy birthday leave a comment: they are always welcome :)

Buon compleanno, π / Happy birthday, π

Never ask a π's age. Never.

Oggi è il compleanno del π – il pi greco. Beh, non penso davvero che il 14 marzo di migliaia di anni fa una 6,28 Π mamma abbia messo al mondo un piccolo 3,14, ma pazienza. É convenzione che oggi sia il suo compleanno perché oggi è il 14 marzo, ossia 3.14 come lo leggono gli anglofoni.

Mia sorella mi ha parlato di questa ricorrenza un paio di giorni fa e ho deciso di celebrarla con un post anche perché credo che molte persone là fuori non abbiamo la minima idea di che diavolo sia il pi greco. Proprio come me.

Il pi greco è il rapporto tra la circonferenza e il raggio. Inoltre, π serve anche a calcolare l’area di un cerchio. Se un cerchio avesse un raggio di 1 – senza unità di misura, non chiedetemi perché, non lo so – la sua area sarebbe 3,14. Che è il π. Incredibile, un solo numero per un sacco di cose.

Ho anche scoperto che questo π è una specie di numero infinito. Non ha fine, un po’ come la soap Beautiful. É stato calcolato per primo da un pazzo matematico, Valenthus Otho, nel 1573, sebbene il π fosse in uso e conosciuto già dai Babilonesi.

Il π è anche noto con altri nomi: Costante di Archimede, Costante di Ludolph e Numero di Ludolph. Quello che so per certo è che ogni matematico che ha studiato il pi greco ha provato ad aggiungere qualcosa di significativo a riguardo.

Prima di chiedere numi a mia sorella, pensavo che il pi greco fosse un numero affascinante, ma in realtà non lo è, soprattutto per gli addetti ai lavori.
Il π è un numero estremamente pratico e funzionale in matematica e in fisica, perché esprime le funzioni del seno e del coseno come funzioni periodiche. Non chiedetemi altro perché sono le uniche cose che ho capito.

Prima di lasciare questa pagina senza nessuna informazione in più da aggiungere alla vostra cultura personale, augurate buon compleanno al pi greco.

Buon compleanno, 3,14159265358979323846264338327950288419716939937510 etc


Today is π’s birthday. Well, I don’t think that the March 14th of thousand years ago some 6.28 Π mother brought a little 3.14 π into the world for real, but whatever. Today is π’s birthday because of the date: 3.14, which is the measure (the first three numbers) of  π.

My sister told me about this anniversary a couple of days ago and I want to celebrate it even because I guess there are hundreds of people outside that don’t know what the hell is that π just like me.

π is also the ratio between the circumference and the radius. It also comes in useful when you calculate the area of a circle. If a circle had a radius of 1 – without any unit of measurement, don’t ask me why, I don’t know – its area would be 3.14, which is the π.  Unbelievable.
I also discovered that this π is kind of a infinite number. It doesn’t have any end, it’s like Beautiful soap opera. It was calculated for first by a mad mathematics, Valenthus Otho in 1573, even if the π was used since babylonian people. It’s a very old and famous number.

π is known also with other names: Archimedes’ Constant, Ludolph’s Constant and Ludolphine number. What I know for sure about  π is that every mathematics who studied it wanted to add something significant about it.

Before asking my sister I thought that π was a fascinating number, but it’s not.
π is a very functional, workable number in mathematical and physics fields because it expresses sine and cosine functions as a periodic character.

Before you leave this page without any more informations to add to your personal knowledge, please wish mentally π a happy birthday.

Happy birthday, 3.14159265358979323846264338327950288419716939937510 etc