Vino(kurov), la classe non è acqua / Vinokurov, class will out (and is out)

Se fossi stata un’atleta professionista, mi sarebbe piaciuto terminare la carriera sportiva con un oro olimpico, Aleksandr Vinokurov ce l’ha fatta, arrivando per primo al termine della gara in linea di ciclismo a Londra 2012.

Mi sono emozionata, vedendo il kazaco sprintare sul colombiano Urán, a quarant’anni suonati, dopo aver dichiarato che quella sarebbe stata la sua ultima corsa, questa volta (dopo due “finti” ritiri dalle competizioni) per sempre.

L’emozione è durata ben poco, perché io a volte ho la memoria corta, ma per fortuna i miei amici e lettori no. Su Vino, l’ombra pesante e antipatica del doping, che lo ha bloccato per diverso tempo qualche anno fa. Un vero peccato, perché Vinokurov è un atleta straordinario dall’enorme talento, con una tenuta psicologica, una forza fisica e una caparbia che davvero onora l’oro olimpico.

L’anno scorso, Vinokurov è caduto al Tour de France, fracassandosi malamente il femore e il bacino. Gli avevano detto che sarebbe stato difficile rimontare in bicicletta. Ma lui non ci ha creduto, e si è rialzato. E ora, Vino si porta in Kazakistan il metallo più prezioso. Quanti altri atleti ci sarebbero riusciti?

E mi spiace ricordare la trasfusione di sangue (pericolosissimo per la salute) che lo ha fatto squalificare per anni, ma per onore di cronaca lo devo fare. Eppure, quanto mi sarebbe piaciuto scrivere un elogio sincero ed emozionato per questo campione.

Mi piace pensare che dagli errori si ricavi sempre un insegnamento. E spero che Alexandr Vinokurov abbia imparato da quell’atto scellerato del 2007. Questo oro è pulito, lo deve essere. Lo spero.


If I were a professional athlete, I would have liked to end my sporting career with an Olympic gold. Aleksandr Vinokurov did it, arriving first at the end of the men’s Road Race cycling in London 2012.

I was really excited watching his sprint against the Colombian Urán. Also because he’s into his forties, after declaring that this would be his last race – this time (after two “fake” retirements from racing) for real.

My excitement lasted very little because I sometimes have short memories, but luckily not my friends and readers. A heavy, unpleasant shadow of doping blurs Vino’s shine, because he was disqualified few years ago. A real shame, because Vinokurov is an extraordinary athlete with an enormous talent, a stubbornness and such a tight psychological and physical strength that really honours the Olympic gold.

Last year, Vinokurov crashed at Tour de France, badly smashing the femur and the pelvis. He was told that it would be difficult to remount bike. But he did not believe it, and he raised again. And now, Vino is taking the most precious metal to Kazakhstan. How many other athletes would have succeeded it?

I’m sorry to remember the blood transfusion (very dangerous to health) that disqualified him for years, but to honor the record I have to do. I strongly would have liked to write a sincere praise about his (final) victory.

I like to think that mistakes always teach a lesson for the life. And I hope Alexander Vinokurov learned something from this hellhound act of 2007. This gold is clean, it should be. I hope so.

Photo credit by Ansa
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