Campagna virale Kony 2012, perché lui è il Male / Kony 2012 viral campaign, because he’s the worst

I'm against capital punishment. Good for him. For now.

Guardate bene questa faccia e ricordate bene questo nome: Joseph Kony. Chi è costui? É l’individuo più atroce e sanguinario ancora vivente su questa terra, una specie di Hitler dell’Africa. Vive in Uganda, invisibile e irrintracciabile. Quello che Kony fa da più di 26 anni fa accapponare la pelle: rapisce bambini, li mutila in viso e li trasforma in soldati. E mentre i maschietti sono costretti a uccidere per non fermare la spirale di morte e conservare il potere di Kony, le femminucce diventano delle schiave del sesso.

La brutta storia dei bambini soldato in Africa (e non solo) mi era purtroppo nota da quando ero io stessa una bambina, ma in 27 anni non avevo mai sentito parlare di Joseph Kony, nonostante sia il primo sulla lista dei ricercati dal Tribunale Internazionale dell’Aia per i crimini di guerra. Da qualche tempo sta girando su internet un minifilm che è diventato letteralmente un prodotto virale, come era negli obiettivi dell’organizzazione Invisible Children – qui anche il loro gruppo su Facebook.

Nel filmato – che trovate dopo la parte in inglese – non vedrete scene cruente, ma tanti visi sorridenti e la speranza di un enorme esercito della pace, fatto da gente come me, e come voi. Perché è importante guardare e condividere questo filmato? Perché tutti devono sapere chi è Joseph Kony, e rendersi responsabili della sua cattura.
Ma come è possibile che un filmato online possa essere in grado di catturare questo essere orribile?

Nel 2011, per la prima volta nella storia, un governo nazionale – quello degli Stati Uniti – ha mandato delle truppe in Uganda non per difesa “personale”, ma sotto la spinta e la promozione del popolo, attraverso Invisible Children e le sue iniziative in loco e online. Per la prima volta, in un mondo “virtuale” dove le distanze spaziali si annullano, abbiamo la reale possibilità di cambiare concretamente le sorti di persone invisibili, e renderle visibili.

Sul sito Kony2012 troverete un press kit con i materiali stampabili e pubblicabili: tutti devono sapere, è compito di tutti stanare dall’oscurità questo sanguinario.
Il 20 aprile sarà la notte, in tutto il mondo, in cui gli attivisti di Invisible Children tappezzeranno le città con i manifesti, gli adesivi e i volantini che mirano a far conoscere Joseph Kony. Certo, sarebbe bello che, per una volta, città come Roma o Milano prestassero la loro fama di “affissionismo abusivo” per una causa più che nobile.
Perché questa cosa di Joseph Kony non riguarda solo i bambini dell’Uganda.
Riguarda tutti noi.

He is really the worst. He is the Evil.

Look at the face on the top of the post and remember this name: Joseph Kony. Who is he? He’s the awful, bloody person still alive on the earth, kind of African Hitler.
He lives in Uganda, invisible and untracked. What Kony uses to do for more than 26 years makes my flesh creep: he abducts kids, mutilates their faces and then he turns them into soldiers. While males are forced to kill in order to not stop the spiral of death and perpetuate Kony’s power, females become sex slaves.

I knew the bad story about child soldiers in Africa since I was a kid too, but I’ve never heard about Joseph Kony in 27 years of my life, even if he’s on the top of  the most dangerous criminals list published by The Hague’s International Criminal Court. A mini-movie is running everywhere on the internet, becoming a real viral product, as Invisible Children organization – here is the Facebook page, you gotta join it! – has planned as a goal.

We don’t watch any cruel image on the movie below. You will see smiling faces and the big hope of a huge peace army made by people like me. And like you.
Why is watching and sharing this video so important? Because every single person on the earth must know who is Joseph Kony, and be responsible of his arrest.
How is it possible that an online video could be really able to capture this awful human being?

In 2011, for the first time in history, a national government – the U.S. one – has sent an army troop into a place (the Uganda) not for “military defence/national purpose” but thanks to the people push, efforts and propaganda and Invisible Children’s online and in loco events.  For the first time, in a world “virtual” context where spatial distances are off, we have the real chance to concretely change the destiny of invisible people, and make them visible.

You will find a press kit with printable and publishable stuffs on Kony2012 website: everybody must know to smoking out from the darkness this bloody man should be our task.

April 20th will be the world night when Invisible Children’s activists will plaster the cities with posters, stickers and flyers, in order to make Kony famous.
Because this Joseph Kony thing is not only about the kids in Uganda.
It’s about all of us.  

KONY 2012 from INVISIBLE CHILDREN.
Photo credit Leggo.it
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  • Gabburger

    Sono un po’ combattuto, perchè dopo aver visto il video, come mio solito ho cercato un po’ e ho trovato un po’ di versioni contrastanti a riguardo.
    C’è chi dice che Kony sia morto da anni e che questa campagna venga fuori ora perchè recentemente sono stati rinvenuti giacimenti di petrolio in Uganda.
    C’è chi è scettico sulla trasparenza di Invisible Children, chi sostiene che Kony non abbia un esercito, ma solo pochi combattenti, chi sostiene che Kony sia un criminale da fermare, ma che il video gli attribuisca violenze che non ha compiuto, chi addirittura sostiene sia un ribelle che combatte contro un altro criminale, il presidente Museveni.
    Perciò non so, probabilmente dovrei cercare meglio, ma cercando opinioni a 360 gradi ho trovato opinioni anche diametralmente opposte e sinceramente non saprei come schierarmi.

    • EraniaPinnera

      Ciao Gab,

      onestamente stavo attendendo un contraddittorio, che ho letto anche io, ma che ho deciso di non sottolineare.
      Il motivo è forse un po’ semplicistico, ma per me fondamentale. L’impatto virale di Kony2012 serve a sensibilizzare e porre in primo piano il problema di tanti invisibili, tanti dimenticati.

      Piuttosto, quello che mi ha fatto un pochino storcere il naso è stata la scelta della data, in 10 anni di lotta contro Kony: perché proprio il 2012?
      Forse per “aiutare” Barak Obama nella sua corsa alla rielezione?
      Domanda lecita, credo, ma in ogni caso, per una volta il secondo motivo si sposa perfettamente con una buona causa.