image Tre piccole vittorie silenziose (che non avevano bisogno di fare rumore)

Spesso parliamo di progresso come qualcosa di visibile, misurabile, impressionante, ma ci sono stagioni della vita che non hanno a che fare con lo spingere in avanti, bensì con il ritrovare stabilità.

Questo post non parla di grandi svolte o di traguardi spettacolari: parla di piccole vittorie silenziose, quelle che non si annunciano, ma cambiano tutto sotto la superficie.

Ultimamente, le mie sono state tre.

1. Essere “dimessa”, e tornare a fidarmi del mio corpo

tre  piccole vittorie silenziose - fisioterapia terminata

Essere ufficialmente dimessa dalla mia fisioterapista non significava solo tornare ad allenarmi.
Significava chiudere un capitolo che non avevo scelto di scrivere, ma dal quale ho imparato molto.

Niente più programmi di riabilitazione (per ora), niente più asterischi mentali sui movimenti, niente più controllo costante del corpo durante l’allenamento.
Solo allenarmi di nuovo, davvero, e fidarmi del fatto che il mio corpo sia capace, resiliente, e non costantemente sul punto di rompersi.

Quella fiducia è tornata molto più lentamente della forza, ed è una di quelle piccole vittorie silenziose che riconosci solo quando sono già lì.

2. Feste tranquille, e perché conta davvero

tre piccole vittorie silenziose: feste tranquille in compagnia

Questo Natale e Capodanno sono stati… tranquilli. L’ho scritto piano: tranquilli.
Abbiamo ospitato la famiglia allargata per la prima volta dopo sei anni acsa nostra in Inghilterra, e non è successo nulla. Niente drammi. Niente emergenze. Niente strascichi emotivi.

E in una fase della vita in cui così tanto ha richiesto sforzo, pianificazione e resilienza, quella assenza è stata un regalo.

“Tranquillo” non vuol dire vuoto: a volte vuol dire stabile, a volte vuol dire che finalmente stiamo in piedi su un terreno che non si muove sotto i piedi.

3. Capire che anche la calma è un traguardo

la calma: una delle mie piccole vittorie silenziose

Per molto tempo, il progresso aveva la forma dell’intensità: spingere, sistemare, gestire, tenere tutto insieme.

Ultimamente, il progresso ha un’altra faccia: assomiglia a mattine che cercano di essere calme, ad allenamenti in cui la mente non sorvola il corpo in attesa che qualcosa vada storto, al rendersi conto che “non succede niente” è spesso il segnale più chiaro che le cose stanno andando bene.

Non tutte le vittorie devono essere rumorose per essere reali: alcune delle più importanti arrivano in silenzio, e restano.
E imparare a riconoscere queste piccole vittorie silenziose potrebbe essere, di per sé, una forma di crescita.


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